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YES MAN


YES MAN
28/01/2009, 19:01

Il regista Peyton Reed sceglie Jim Carrey, lo traveste da Carl Allen e lo getta nella sua nuova commedia brillante "Yes Man". Nella "mischia", entrano anche la simpatica Alison (Zooey Deschanel) e il guru dal forte carisma Terrence Bundley (Terence Stamp). Un buon casting per un buon titolo dalla trama piacevole, non eccessivamente prevedibile e, in diversi punti, volutamente estrema e grottesca. La storia è quella di Carl, tipico uomo americano dalle grande potenzialità vitali sopite e dalla vita piatta e monotona.
Carl è divorziato da una donna che ama ancora, lavora come responsabile per la concessione crediti in un banca e, a causa della sua scarsa capacità d'iniziativa, non riesce ad ottenere promozioni. Il migliore amico di Carl, Peter (Bradley Cooper), tenta di coinvolgerlo in ogni attività ma, alle sue entusiastiche proposte, il protagonista risponde sempre con un secco "No, grazie". La vita del povero Carl procede piatta e anonima fino a quando, una vecchia conoscenza ritrovata per caso, lo invita ad un congresso tenuto da Terrence Bundley, l'ideatore della filosofia "Yes Man".

Attorniato da una folla estatica e fronteggiato proprio dal guru in persona, Carl è costretto a fare un giuramento a se stesso: d'ora in poi, ad ogni occasione in cui si presenterà una possibilità di scelta, egli risponderà:"Si". E' l'inizio di una nuova vita: l'approccio positivo all'esistenza conduce il nostro protagonista su strade inesplorate ed intriganti e lo porta ad incontrare Alison, giovane cantante in un gruppo musicale a dir poco inusuale. Dopo i primi, strabilianti risultati, Carl deve però fronteggiare qualche imprevisto che, ogni Yes man, si trova a dover affrontare prima o poi e...beh il resto gustatevelo voi!!

La pellicola di Reed, se da un lato non delude e presenta un Jim Carrey come sempre spassoso e a tratti "spumeggiante", lascia però spazio a qualche piccola nota stonata. Il Carrey visto nel film appare infatti un po' più "spento" rispetto alle precedenti "uscite" o, almeno, questa è la sensazione che potrebbe colpire chi, come il sottoscritto, considera Jim uno dei migliori attori di Hollywood e, di conseguenza, è sempre dannatamente esigente per quanto concerne le sue interpretazioni.
Per carità: il fim di Reed non ha molte pretese ma, un attore come Carrey, che ha dimostrato di essere un gran trasformista (interpretazioni esilaranti alla Ace Ventura unite a quelle drammatico/romantiche de "Se mi lasci ti cancello" e "The Truman show", ci hanno mostrato, inequivocabilmente, le sue doti da grande attore) ha forse bisogno di essere valorizzato in misura maggiore. Il regista, in questo caso, avrebbe magari potuto approfondire alcuni tratti della pellicola che, a parer del sottoscritto, parevano ideali a mettere in luce il talentuoso e travolgente "animus" del protagonista! In ogni caso, ribadiamo, un movie assolutamente piacevole e godibile. Ovviamente, se dovessero chiedervi:"Andiamo a vedere Yes Man?", voi rispondete:"Si".

Voto 6,5

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di Germano Milite
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