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Il governo: bandita vendita di prodotti derivati da squali

È nel Pacifico il più grande “santuario di squali”


È nel Pacifico il più grande “santuario di squali”
04/10/2011, 12:10

SYDNEY – È nel Pacifico, dinanzi alle isole Marshall, che ci si trova dinanzi ad un vero e proprio “santuario degli squali”: il più grande al mondo, che si estende su un’area di circa due milioni di Kmq. Ma cosa è stato fatto per tutelare e salvaguardare questa vasta area geografica e soprattutto i suoi abitanti? Il governo dell’arcipelago, partendo dal presupposto che questi animali si riproducono lentamente e che sono particolarmente sensibili alla pesca (accidentale o mirata che sia, ha deciso di intervenire per salvaguardare uno dei paradisi mondiali più famosi al mondo. In che modo? Mettendo al bando il commercio di prodotti derivarti dagli squali (come le pinne particolarmente ricercate nella cucina asiatica) e proibendo la loro pesca in acque territoriali.
“Questa legge è il segnale più forte che possiamo dare sull’importanza degli squali nella nostra cultura, nel nostro ambiente ed economia”, ha detto il senatore Tony DeBrum, che ha presentato la proposta di legge in Parlamento. “La nostra è una piccola nazione di isole, ma le nostre acque sono ora le più estese in cui gli squali sono protetti”. Il piano è stato elaborato con esperti del “Pew Environment Group”, di base in Usa, che considera le nazioni-arcipelago come quelle che offrono le maggiori vittorie per la conservazione, grazie all’estensione delle loro acque territoriali. “Man mano che i leader riconoscono l’importanza di popolazioni sane di squali nei nostri oceani, lo slancio per proteggere questi animali continua a diffondersi attraverso il globo”, dichiara in un comunicato il direttore Matt Rand. Le isole Marshall hanno seguito l’esempio dell’arcipelago di Palau, il cui “santuario” proclamato due anni fa era finora il più grande al mondo.

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di Antonio Formisano
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