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L'EDITORIALE

10, 100, 1000 termovalorizzatori



10, 100, 1000 termovalorizzatori
07/11/2011, 11:11

Un fiume di rifiuti è emerso nel corso dell’ultimo nubifragio registratosi in Campania. Migliaia di tonnellate di materiale nocivo ed ingombrante è stato restituito dalla natura a chi per anni l’ha nutrita con veleni e scarti di ogni genere. Ed ecco che oggi mi sorge un dubbio. Se avessimo avuto 100 inceneritori in Regione Campania l’impatto ambientale sarebbe stato diverso. Quindi questo dimostra che l’astio della popolazione, degli ambientalisti e delle associazioni nei confronti degli inceneritori non è giustificato visto che molte regioni della Penisola tutt’oggi ne ospitano addirittura una ventina sul proprio suolo. Per non parlare delle discariche abusive e dei roghi che iniettano nell’aria polveri sottili, nauseanti e cancerogene, battezzando in questi anni un fazzoletto di terreno un tempo fertile con il nome di Terra di Fuochi o triangolo della morte. Veniamo invece ad un’altra questione, le strade di Napoli versano in una condizione disastrosa. Il comune chiede alla Regione i soldi per poter rifare il manto stradale, ma non sarebbe il caso di dare una svolta concreta costruendo un impianto a plasma che rende i rifiuti inerti ed utilizzabili nel settore dell’edilizia? Questi sono i quesiti del giorno. E mentre tutti contestano i condoni fatti dai Governi in questi anni, gli ambientalisti si fanno pregio di una situazione nata per colpa dei loro “no” a prescindere. La Campania viene descritta come la regione dei zozzoni, dei camorristi e loro si crogiolano dietro questa volontà di proporre misure alternative che nel mondo non vivono senza la tecnologia vecchia, obsoleta ed inquinante dei termovalorizzatori. Allora la domanda è questa: come vogliamo risolvere l’emergenza rifiuti? Con i fatti o con le teorie che inquinano e minano allo stesso tempo la nostra salute? Vergogna

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di CoScienza
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