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L'iniziativa votata unanime dalla giunta comunale

A Camerota una spiaggia per nudisti

Il sindaco: "Tenuto conto delle richieste turisti stranieri"

A Camerota una spiaggia per nudisti
07/06/2011, 09:06


MARINA DI CAMEROTA (Sa). Nudisti anche nel Cilento e con autorizzazione comunale. A Marina di Camerota, la “perla” del Cilento, bandiera blu per gli approdi turistici 2011, la giunta comunale ha votato l’istituzione “di un tratto di costa nel territorio comunale destinato ai naturisti”. La scelta è caduta sulla spiaggia del Troncone, tra le più belle ed incontaminate di tutto il tratto di costa che va da Marina di Camerota a Palinuro. Quasi mezzo chilometro di arenile, mare cristallino, ciottoli bianchi e costone a picco sulla spiaggia che rende la zona quasi inaccessibile. La spiaggia del Troncone è stata per molti anni la meta sussurrata dei naturisti, più volta colpiti dai controlli delle forze dell'ordine. Ora, l’arenile, diventerà ufficialmente un'area attrezzata per gli appassionati del mare con nudo integrale. L’area verrà ben circoscritta con apposita segnaletica, restando aperta a tutti, nel rispetto di privacy e decenza. A spingere il sindaco Domenico Bortone verso l'offerta del naturismo sono state soprattutto le pressanti richieste di tanti turisti stranieri, in particolare dalla Francia e dalla Germania, che chiedevano a Camerota una spiaggia del genere, come quelle già diffuse in altri paesi e anche in certe zone d' Italia. “Sono certo che questa novità contribuirà allo sviluppo turistico della città”, spiega il vicesindaco Pierpaolo Guzzo (nella foto), principale sostenitore del provvedimento. “Abbiamo bisogno di differenziare l' offerta. La scelta di dare una parte della spiaggia ai naturisti è un segnale di civiltà ma soprattutto un business”. Ma i naturalisti non rappresentano una novità per questa lembo di costa. Proprio su queste spiagge, negli anni ’50, sono apparsi i primi topless, l’abbronzatura integrale, tanto amata dai vacanzieri francesi, che a migliaia arrivavano nella zona attratti dalle immagini della costa selvaggia ed incontaminata del Cilento che facevano il giro del mondo, in bella mostra su depliant e riviste. Erano gli anni del Club Mediterranee, il villaggio con tukul e capanne di paglia, realizzato prima a Marina di Camerota e poi trasferito a Palinuro, a seguito delle proteste della gente locale che gridò alla scandalo, rifiutando le abitudini “trasgressive” dei francesi che amavano prendere la tintarella senza costume. Oggi, forse, qualcosa sta cambiando.

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di Vincenzo Rubano
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