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Tintarella o sole artificiale?

Abbronzatura artificiale: la parola agli esperti



Abbronzatura artificiale: la parola agli esperti
11/06/2010, 09:06

Ogni anno che passa sono sempre più i giovani che affidano la loro tintarella al sole artificiale delle lampade abbronzanti.
I centri “solarium” nascono, infatti, come funghi in ogni quartiere, nonostante i dermatologi di tutto il mondo mettano in guardia la popolazione sui rischi che i raggi ultravioletti comportano per la pelle e la salute.
“Ci sono - spiegano gli esperti-due tipi di raggi ultravioletti che arrivano sulla Terra: A e B, che differiscono per la lunghezza d'onda, l'energia posseduta e quindi per la capacità di penetrare in profondità nella pelle. I raggi ultravioletti A, emessi dai lettini abbronzanti, sono meno energetici, ma responsabili dell'invecchiamento cutaneo, ossia del fotoinvecchiamento. Gli UvB, invece, sono più energetici e responsabili della scottatura solare. Entrambe queste componenti della radiazione ultravioletta emessa dal sole hanno l'effetto di abbronzare. I raggi ultravioletti A producono però un'abbronzatura più rapida, perché stimolano la melanina già presente nella nostra pelle; quelli B, invece, richiedono più tempo per l'abbronzatura, dato che stimolano i melanociti, le cellule che producono il pigmento della melanina. Bisogna, dunque, sfatare il mito della lampada per prepararci al sole. In realtà le lampade hanno solo un effetto estetico: si tratta di un tipo di abbronzatura più superficiale rispetto a quella naturale, per cui non ci protegge dai raggi solari”.




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di Tiziana Casciaro
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