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Circa 100.000 italiani senza acqua potabile

Acqua: la lista dei comuni dove non è potabile


Acqua: la lista dei comuni dove non è potabile
25/11/2010, 18:11

Ha fatto discutere, nei giorni scorsi, il respingimento da parte della Ue dell'ennesima deroga chiesta da numerosi comuni italiani per far salire fino a 5 volte rispetto ai limiti di sicurezza la presenza di arsenico nell'acqua corrente.
Sul portale Altroconsumo.it, è stata così linkata una lista che comprende i comuni dove l'acqua del rubinetto non può essere usata nemmeno per cucinare. In tutto, comunque, sono circa 100.000 gli italiani che potrebbero ritrovarsi impossibilitati ad utilizzare l'acqua corrente. Se i comuni non rispetteranno i limiti imposti dall'Europa, infatti, dovranno rispondere delle infrazioni direttamente davanti alla Corte di giustizia Europea.
I comuni con il più alto tasso di arsenico e che al momento hanno ricevuto il bollino rosso da Bruxelles, sono 127 e si trovano soprattutto nel Lazio (91 zone) e in Toscana (19). In particolare su questo documento ufficiale, trovate l'elenco dettagliato delle città dove l'acqua del rubinetto non può essere usata nè per bere, nè per cucinare.
Discorso a parte per i comuni dove la concetrazione di arsenico, floruro e borio è sopra il livello di guardia ma non così elevata da costringere ad un divieto tout court. In questi casi, infatti, basta non destinare l'acqua erogata ai bimbi di età inferiore ai 3 anni. 

NO AL FILTRO "SEMPLICE".
Su Altroconsumo, oltre ad invitare i comuni, le regioni e le province a preoccuparsi di effettuare un'approfondita ed efficace campagna d'informazione, si precisa che "solo gli impianti con filtri a osmosi inversa sono efficaci nell'eliminazione di arsenico e boro". Dunque inutile l'utilizzo di caraffe filtranti. Sempre su Altroconsumo.it, si legge poi che "il costo della depurazione non può e non deve pesare sui singoli cittadini. Gli acquedotti hanno l'obbligo di porre rimedio alle concentrazioni fuorilegge al più presto" e che "
ci sono tanti modi per farlo: scegliere nuove fonti di approvvigionamento dell'acqua, diluire le fonti problematiche o trattando con processi di filtrazione l'acqua di rete. Insomma: la salute dei cittadini non è carico dei cittadini ma delle amministrazioni e degli enti pubblici che devono vigilare, informare e nel caso intervenire tempestivamente.

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di Germano Milite
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