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Colpa della pesca a strascico

Addio al pesce in tavola, le specie stanno scomparendo


Addio al pesce in tavola, le specie stanno scomparendo
14/08/2011, 12:08

ROMA - La notizia è decisamente preoccupante, soprattutto per gli  amanti della cucina a base di pesce. Dal 2048 sarà difficile trovare vongole, ricci, tonni, merluzzi, orate e altre specie, che difficilmente riusciranno a finire nei nostri piatti, perché saranno collassate o ridotte ai minimi termini da non riuscire più ad essere pescate.. La drammatica prospettiva si materializzerà se continueremo a trattare male i nostri mari, in particolare il Mediterraneo che sta peggio degli altri. Uno studio realizzato e pubblicato sulla rivista americana Science da 14 ricercatori appartenenti a università e centri americani ed europei, ha stabilito che dal 1950 al 2003 abbiamo perduto il 65 per cento delle specie pescate all’inizio del periodo considerato. Di quelle presenti oggi il 29 per cento è “collassato” , vale a dire che è rimasto meno del dieci per cento. La pesca a strascico è tra le principali indiziate della decimazione dei pesci, essendo uno degli interventi più dannosi, perché la metà di quanto raccolto non serve e viene eliminato. L’annientamento di molte specie, inoltre, provoca squilibri ecologici su vaste regioni favorendo la fioritura delle alghe o la crescita abnorme delle meduse. In Italia, la pratica con le reti a strascico, con il rapido (un attrezzo con intelaiatura in ferro) o la sfogliera (rete da traino a bocca fissa) è praticata da ben 3.724 imbarcazioni.

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di Rosario Scavetta
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