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Risolto 'mistero di Google': le foto non ci sono mai state

Aggressione al premier: su YouTube la tesi della bufala


Aggressione al premier: su YouTube la tesi della bufala
18/12/2009, 21:12

NAPOLI – All’epoca lo scontro fu sulle foto della festa di diciotto anni di Noemi, con gli internauti calati nella parte di provetti fotografi ed esperti di fotoritocco che gridavano alla truffa. Adesso è la volta del video che ritrae l’aggressione del premier: anche questo, sostengono in molti su Internet, sarebbe un falso. A dare risalto all’ennesimo exploit complottista ci pensa l’Ansa, che però subito precisa: quel video non è altro che una bufala, una manipolazione. Le stesse immagini vengono montate in modo da mostrare il volto del premier senza ferite dopo il colpo, per sostenere la versione che si tratti di una messinscena; a rimarcare bene la tesi nella testa di chi guarda il video, i continui messaggi che appaiono in scritte bianche su fondo nero.
Contro il video si sono già scagliati molti utenti della Rete, preoccupati per il giro di vite annunciato dal Governo su Internet. Finora il filmato, messo sul portale YouTube da tale Fulminelli, è stato visto da circa trentamila persone. Il filone di quelli che sostengono che si tratti di una finta aggressione è però molto più ampio. E c’è già chi, esaminando fotogrammi sgranati e riprese confuse, grida al complotto. 

Infine, risolto il ‘mistero di Google’ sulle foto di Berlusconi ferito ‘sparite’ dal portale: non erano sparite, non ci sono mai state. Nessuno scandalo, nessuna censura: quelle foto, nella sezione immagini, non ci sono mai state. Il motivo è presto detto: indicizzazione. In altre parole, il sistema che Google usa per ‘archiviare’ le immagini comparse in rete non funziona in tempo reale, ma servono alcuni giorni per far sì che le foto ‘nuove’ compaiano tra i risultati. Quelle che ritraggono Berlusconi col volto sanguinante non erano ancora state inserite. Contestabile quindi non la linea editoriale di Google, ma il sistema di indicizzazione delle fotografie, troppo indietro per chi cerca notizie di attualità.

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di Nico Falco
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