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Aids: 30 anni di ricerche che continuano ancora


Aids: 30 anni di ricerche che continuano ancora
04/06/2011, 16:06

Sono trascorsi esattamente 30 anni da quando furono segnalati i primi casi della Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (Aids), provocata dal virus Hiv. E nonostante le continue ricerche e l'informazione su questo tipo di malattia, molte donne di paesi in via di sviluppo non hanno saputo rispondere alle domande riguardanti la prevenzione e la trasmissione del virus.

“Eppure noi siamo il primo bersaglio. Più di un quarto delle nuove infezioni si manifesta tra ragazze che hanno meno di 24 anni" - spiega Chirstina Rodriguez, la 20enne co-fondatore di “Smart Youth”, un programma di sviluppo e ricerca per i giovani portatori di AIDS - "Anche se siamo ragazzi, siamo umani e facciamo anche noi sesso. Maggiore presa di conoscenza ci permetterebbe di aver il controllo completo del nostro corpo”.

Molte cose si possono ancora fare nel campo, e tante altre persone possono essere aiutate, soprattutto grazie alla collaborazione con le istituzioni. “La prima risposta dobbiamo essere noi a darla- spiega ancora Christina- ma purtroppo la scuola non ci aiuta, questo tipo di insegnamento non è una priorità e i genitori al massimo ci dicono che non bisogna fare sesso prima del matrimonio. Tutto questo è frustrante perchè noi possiamo e dobbiamo cambiare le cose per avere un mondo senza AIDS”.

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di Redazione
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