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Le insidie delle scarpe che seducono

All’orizzonte una pillola amica di tacchi vertiginosi e plateaux


All’orizzonte una pillola amica di tacchi vertiginosi e plateaux
14/01/2012, 15:01

I tacchi altissimi che la moda suggerisce a tutte le fashion victims saranno pure un elemento di fascino indiscutibile ma i medici e gli ortopedici non hanno dubbi nel redarguire quelle donne che su uno stiletto di 10 cm ad esempio, riescono ad accompagnare i bambini a scuola o far la spesa nel mercatino non lontano da casa. Indossare tacchi a spillo o plateaux tutti i giorni e per molte ore è un'abitudine sconsiderata per la salute di piedi e gambe. La sindrome da “tacco vertiginoso” si palesa con non poche malattie e gli “effetti collaterali” sono tantissimi. Intanto il motto che si sta facendo strada è tacco alto, piede piatto. Uno studio inglese, realizzato dagli studiosi della University of East Anglia e pubblicato sulla rivista "Annals of the Rheumatic Diseases", spiega che i tacchi alti non sostengono il piede in modo appropriato. Per questo, oltre a provocare usura e deformazione di anche, femori e ginocchia, nonché osteoartrite, problemi alla schiena, dita a martello, alluce valgo e calli, i tanto amati trampoli alterano la postura e aumentano la pressione sulla parte che separa le dita dalla volta plantare. L’autore di questo studio, Graham Riley, ci spiega che l'arco naturale che arriva al tallone schiacciandosi provoca un appiattimento del piede, che oltre ad essere antiestetico è di certo fonte di ulteriori dolori. I danni aumentano laddove l’abitudine a camminare “sulle alture”, sia un’abitudine quotidiana. Secondo gli studiosi britannici, il rischio di piede piatto legato ai tacchi alti aumenta soprattutto se l'abitudine di arrampicarsi su stiletti molto alti è un'abitudine quotidiana e se si trascorrono molte ore in piedi con queste scomode calzature. Per alleviare i fastidi causati dal piede piatto si utilizzano attualmente particolari solette o supporti da inserire nelle scarpe, ma nei casi più gravi è necessario sottoporsi a un intervento chirurgico per "rimodellare" il piede. Ma la buona notizia è che questo studio apre la strada ad una possibile terapia farmacologica. I responsabili dell’indebolimento dell’arcata del piede sono dei particolari enzimi che colpiscono il collegamento tra ossa e muscoli. Gli scienziati sono convinti che utilizzando queste proteine come target si potrà arrivare alla formulazione di un farmaco ad hoc per il piede piatto. Ma precisano anche che si tratta di una prospettiva a lungo termine. Ci vorrà infatti almeno un decennio prima di arrivare alla assunzione della pillola “anti mal di tacco”. Nel frattempo sarà bene avere sempre un paio di ballerine di scorta nella borsa!

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di Rosa Vetrone
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