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Lo dimostra una ricerca dell'Università di Padova

Alzheimer: la nuova cura e la fede religiosa


Alzheimer: la nuova cura e la fede religiosa
26/01/2010, 18:01

ROMA - Sembra incredibile ma, secondo uno studio effettuato da due ricercatori della clinica geriatrica dell' Università di Padova, un ottimo modo per rallentare o addirittura scongiurare l'Alzheimer è quello di conservare una forte fede religiosa e spirituale.
La notizia, che di sicuro lascerà poco convinti gli atei duri e puri, è resa molto credibile grazie ad uno studio operato su 64 pazienti ammalati del terribile morbo e seguiti durante un intero anno di attività. Le persone sono state divise in tre gruppi: a basso, medio ed alto "livello di religiosità".
Seguendo gli ammalati e l'avanzare della malattia da loro contratta per 365 giorni, il professor Enzo Manzano, direttore della clinica geriatrica dell'Università di Padova, ha osservato che "Non si tratta di una ritualità cui si associano determinati comportamenti sociali, bensì di una vera e propria tendenza a credere in una entità spirituale". Il suo commento è infatti riferito alle non trascurabili differenze riscontrate tra i credenti e i non credenti nella degenerazione del morbo. In pratica, nei pazienti dotati di una maggior fede religiosa, si è riscontrato un avanzamento dell'Alzheimer inferiore del 10% rispetto a quello registrato nei soggetti meno "spiritualisti".
E ora, cosa diranno tutti coloro che sostengono di non aver bisogno di credere in qualcosa di ultraterreno per sentirsi meglio? I risultati della ricerca del prof. Manzato sembrano parlare chiaro, troppo chiaro e non devono essere accettate per fede; o no?

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di Germano Milite
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