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Paparazzata con un altro che non è il compagno Renga

Ambra si ribella, "Non devo dare spiegazioni a nessuno"

Risposta ai tentativi di sciacallaggio di vari settimanali

Ambra si ribella, 'Non devo dare spiegazioni a nessuno'
22/03/2011, 15:03

ROMA – Chi si aspettava delle scuse da parte di Ambra Angiolini per il (presunto) tradimento nei confronti del compagno Francesco Renga rimarrà deluso. Amareggiata ma per niente pentita, l’attrice ha rilasciato un’intervista al settimanale “Vanity Fair” nella quale chiarisce le motivazioni nascoste dietro a quel gesto, ossia i baci “proibiti” in riva al mare dati al collega di lavoro Pier Giorgio Bellocchio. "Non sono tenuta a dare spiegazioni a nessuno, se non al mio compagno che le ha già avute. Devo solo poter guardare Francesco negli occhi, e io lo posso guardare” - tuona la ex cattiva ragazza di “Non è la Rai” - "Ti trovi sbattuta in copertina, con foto paparazzate e l’insinuazione che hai una storia con un altro. Che non è il tuo compagno e padre dei tuoi figli. Chissenefrega se questa cosa può minare equilibri già delicati. Chissenefrega se può distruggere una famiglia. Chissenefrega se ‘la storia’, magari, non è mai davvero esistita, o non esiste più".
Parole dure, quelle della trentenne, che non ci sta assolutamente a passare per una rovina famiglie, lei che all’amore con Francesco ha creduto fin da subito, fin dal primo incontro. Quello che le ha dato più fastidio, spiega, è lo “sciacallaggio mediatico”, cioè il racconto minuzioso (per chi non lo sapesse, pubblicato sul settimanale “Chi”) del suo disperato tentativo di bloccare l’uscita delle foto.
Intanto Renga, com’è nel suo stile sempre pacato e cordiale, tace. Rinuncia a fare la parte del principe consorte che attende i voleri della sua bella, ma anche a quella dell’uomo offeso che non deve chiedere mai. Ama Ambra e, forse, questo ancora gli basta. Ai detrattori, il giorno dopo gli scatti dello scandalo, ha dedicato un pezzo nel quale ha mostrato tutto il sentimento di cui è capace. Un uomo d’altri tempi, un signore. Probabilmente l’unico rimasto in tutta questa storia.
 
 

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di Ornella d'Anna
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