CYBER, SCIENZA E GOSSIP - Internet
IL LEADER IDV E IL FALSO ALLARME DELL'EMENDAMENTO D'ALIA
Anche Di Pietro casca nella rete della disinformazione
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02/02/2010, ore 21:55 -
L'articolo pubblicato sul portale casertano ha un titolo inquientante che recita un po' melodrammatico: "La censura diventa legge: approvato l'emendamento del senatore D'Alia. Internet verrà represso". Subito sotto, un occhiello ancora più agghiacciante che tuona: "il Governo Berlusconi come la Cina e la Birmania". E dittatura, è regime, è censura; l'Italia ridotta in schiavitù e i "disobbedienti" costretti al silenzio. Peccato che, i nostri amici di Interno18, si siano fatti impressionare da un articolo comparso su www.disinformazione.it (un nome un destino) e siano stati seguiti a ruota dal leader dell'Idv; nella circostanza deciamente disattento non solo nella verifica delle fonti ma anche e soprattutto nella conoscenza di un testo di legge della cui abrogazione totale avrebbe dovuto senza dubbio sapere.
Il tanto temuto "provvedimento D'Alia", infatti, è stato abrogato nell'oramai abbastanza lontana notte tra il 28 ed il 29 aprile del 2009 e, udite udite, ad affossarlo sono stati persino gli stessi membri del Pdl. Ad ulteriore dimostrazione della bocciatura unanime del goffo tentativo di regolamentazione del web proposto dal senatore Udc, riportiamo integralmente il testo di Roberto Cassinelli; tra i più convinti oppositori dell'emendamento:
"Care amiche e cari amici.
E' grandissimo il piacere con cui vi annuncio che, pochi minuti fa (a notte inoltrata), durante la riunione delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, è stato abrogato (sì, proprio abrogato!) il vituperato articolo 60 introdotto dall’emendamento proposto dal senatore D’Alia.
Vi confesso che raggiungere questa soluzione (che è, senza dubbio, la migliore possibile) non è stato facile. È stata necessaria un’intensa attività, svolta insieme a me dagli amici Antonio Palmieri e Barbara Mannucci, per convincere i colleghi Deputati ed il Governo (hanno dovuto esprimere il proprio parere il Ministero dell’interno ed il dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico). Alla fine ho presentato, insieme all’onorevole Mannucci, tre emendamenti: quello che vi ho proposto qui sul blog, un altro quasi identico che però presentava alcune differenze dal punto di vista giuridico, ed una terza versione – che è poi quella che le Commissioni hanno approvato – formata da 11 caratteri: “Sopprimerlo“."
Uno scivolone pericoloso per tutti i reali oppositori della maggioranza e per gli strenui difensori della libertà d'espressione. Internet non è del tutto fuori pericolo dagli attacchi di qualche legislatore-censore ed incompentente ma, i falsi allarmi, fanno in modo che quelli veri divengano meno percettibili ed abbassano pericolosamente la soglia d'attenzione.
Ciò che lascia sul serio perplessi, inoltre, è l'azione del leader dell'Italia dei valori. Difficile infatti pensare che, un emendamento-tormentone come quello proposto da D'Alia, sia passato inosservato e che Di Pietro sul serio non sapesse della sua abrogazione; ripescandolo clamorosamente ad un anno di distanza. Se "Tonino" ha agito sul serio in cattiva fede allora viene subito da chiedersi:"A che gioco stiamo giocando?"Dopo la castroneria del tetto massimo ai top manager, forse l'Idv ha definitivamente dimostrato di aver finito le cartucce? Per ora preferiamo comunque credere alla buona fede dell'ex magistrato; confidando in un suo cambio di rotta immediato e credibile. Certo è che, chi si fa alfiere della superiorità morale e della pignoleria assoluta non può "inciampare" in certe letamai. Che si tratti una semplice ed umana svista è possibile ma poco probabile ma siamo certi che il Presidente Idv si spiegherà nei prossimi giorni.
Cliccando qui troverete il riferimento alla cantonata presa da Di Pietro con tanto di pubblicazione dell'articolo di Interno18 sulla sua pagina facebook ufficiale (raggiungibile anche dal sito web www.antoniodipietro.it)
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