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Perchè nella Chiesa di Roma c'è poco o nulla di cristiano

Anche il Vaticano deve pagare le Tasse, ecco la petizione

La richiesta parte da facebook: già oltre 3500 adesioni

Anche il Vaticano deve pagare le Tasse, ecco la petizione
19/08/2011, 22:08

Immaginate la scena: Gesù che, intervistato da un giornalista di Report, si avventura in rocambolesche azioni di mirror climbing per tentare di spiegare come mai gestisce un bed and breakfast senza però pagare l’Ici:“Vabé ma io ho comunque delle spese da sostenere per le pulizie, la manutenzione, il personale ecc…”. Il giornalista, da informato qual è, cita un passo del vangelo di Matteo: “(Matteo 10, 7-10): In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento».”.
A quel punto Gesù non sa più cosa dire, s’infastidisce, mette la mano sulla cinepresa ed allontana la troupe televisiva. Il microfono della telecamera ancora accesa, però, riesce a catturare l'ultimo, stizzito commento lasciato dal figlio di Dio: “Mi scusi, eh? Ma le pare modo di impostare un’intervista? Insomma: lei viene qui con il solo scopo di mettermi in difficoltà. E poi con quella cravatta viola. Sarà mica gay?”. Poco dopo, si scopre che Pietro e qualche altro discepolo posseggono dei conti correnti in Svizzera sui quali non pagano tasse. Hanno inoltre aiutato alcuni politici italiani ad acquistare a metà prezzo residenze da 40 vani nel pieno centro di Roma. Paolo e Giuda, invece, investono in bond americani e gestiscono una catena di negozi dove si producono statue in oro della Vergine Maria e di tutti gli angeli e gli arcangeli. Prezzo minimo: 2500 euro. Tutti vivono in un blindatissimo stato all’interno del territorio italiano. Uno stato dove, (in)naturalmente, non si pagano tasse, non c’è mai traffico, non esiste contatto autentico e giornaliero con il popolo. Per loro non c’è crisi, non si conosce fame, non esiste miseria ma solo abiti di seta, anelli d’oro, gustosi banchetti, Mercedes con interni in pelle ed un numero corposo di bodyguard e portaborse.
Da cristiani o specificatamente da cristiani-cattolici come il sottoscritto, questa scena, non vi lascerebbe un minimo interdetti e stralunati? Presi da un misto di confusione, scoramento e rabbia? Possibile che tutto ciò che sopravvive dei cosiddetti “precetti cristiani”, si trovi in quasi tutto fuori dal Vaticano? I sacerdoti, i parroci ed i missionari più eroici, quelli che vivono in africa per 20 anni ai limiti dell’umano e a perenne contatto con la povertà più assoluta; quelli che si fanno ammazzare per combattere la mafia o che lavorano notte e giorno (e gratuitamente) per dare un tetto ed un pasto caldo a terremotati, senzatetto ed immigrati, sembrano così distanti dai palazzi dorati dove invece solitamente transitano gli “alti prelati”. Come si può pensare che Gesù Cristo avesse concepito così il luogo che rappresenta i suoi figli? Come si può pensare ad una struttura gerarchica ed in molti casi smaccatamente capitalistica per la diffusione del pensiero dell’umilissimo figlio di Dio? Ora, la questione aperta dalla pagina “Tutte le tasse che il Vaticano non paga” non affronta la tematica dell'eterno scontro tra fede e ragione, credo e non credo; ateismo e religione. In maniera molto più semplice, si preoccupa di sensibilizzare anche gli stessi fedeli su di una questione oramai non più rimandabile: è giusto che lo Stato Vaticano sia così lontano dalle persone che dice di rappresentare? E’ accettabile, nel 2011 e considerando il periodo di forte crisi globale, che la Chiesa Cattolica goda di determinati privilegi fiscali? E si dirà la solita cosa: “Ma la Chiesa è fatta di uomini e quindi di peccatori”. Certo è che, se a questi peccatori fai gestire patrimoni che ammontano a miliardi di euro e li fornisci di un’immunità quasi totale dinanzi alle leggi degli uomini, fai anche in modo da indurli continuamente in tentazione. E allora la richiesta è semplice: in un periodo di rapida (e talvolta feroce) storicizzazione, non sarebbe meglio che, per la sua stessa sopravvivenza, il Vaticano cominciasse a smettere di considerarsi una Spa ed assumesse una struttura ed un’organizzazione più umile, umanitaria e meno ingerente e gerarchica?
Il cardinale Bagnasco proprio oggi si scandalizzava per l’evasione fiscale e per la manovra che ha colpito le famiglie. E così, su due piedi vien da chiedersi: possibile che il prelato resti invece indifferente dinanzi all’ingiustificata ed oramai intollerabile esenzione fiscale di cui gode la Chiesa di Roma? Lui ce lo vede Gesù a fittare camere a 45 euro a notte e a fare patti con personaggi come Nicoletti ed Angelucci, a coprire episodi di pedofilia e corruzione ecc? L’ardua sentenza non lasciamola né ai posteri né al Signore. Cominciamo ad esigerla noi oggi. Amen.

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di Germano Milite
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