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L'ennesimo esempio di come solo le false notizie circolano

Ancora bufale: "Sessantenne violenta undicenne, assolto"


Ancora bufale: 'Sessantenne violenta undicenne, assolto'
14/12/2013, 09:03

ROMA - Ancora una volta abbiamo l'esempio di come una notizia, riportata in maniera errata dai mass media tradizionali (prima il Quotidiano di Calabria, poi Libero e Il Giornale), diventa "virale" su Facebook e diventa credibile. 
Nei giorni scorsi si leggeva del fatto che un sessantenne calabrese era stato assolto dalla Corte di Cassazione dall'accusa di stupro nei confronti di un undicenne perchè lui la amava. Notizia che su Libero e Il Giornale veniva usata per dare addosso ai magistrati, colpevoli, secondo i due quotidiani, di ogni nequizia del mondo.
Conoscendo un po' di legge, sono andato a cercarmi le motivazioni della sentenza, altrimenti inspiegabile. E ho scoperto che non c'è niente di vero. L'uomo era stato condannato in appello a 5 anni di reclusione, con una sentenza nella quale non veniva riconosciuta l'attenuante della "minore gravità" (che si applica quando la violenza sessuale è "limitata" a toccamenti, baci e cose del genere) ed era stato giudicato troppo basso un risarcimento di 40 mila euro che l'imputato aveva offerto ai genitori della bambina. La Cassazione ha rinviato la sentenza in appello in quanto andava motivata meglio. Quindi non una assoluzione, ma semplicemente un "Avete sbagliato, correggete" riferito ai giudici di secondo grado. Per intenderci, è lo stesso motivo per cui nel processo Dell'Utri la Cassazione ha confermato tutto, ma ha rinviato il processo in appello. 
E l'innamoramento? Quella è la tesi difensiva: si chiedeva la "minore gravità" del reato (che dà diritto ad uno sconto fino a due terzi della pena) proprio perchè tra i due c'era una relazione affettiva. Una realtà che la legge non riconosce: se un minore di 14 anni ha rapporti sessuali (in senso lato, quindi anche baci sulla bocca o cose del genere) con un adulto è sempre e comunque violenza sessuale, anche se c'è il consenso del o della minore. 

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di Antonio Rispoli
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