CYBER, SCIENZA E GOSSIP - Salute
ALLARME LANCIATO DALLA UNIVERSITY OF MINNESOTA
Aperitivi e soft drink aumentano rischio di cancro al pancreas
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08/02/2010, ore 19:49 -
NAPOLI - Lo avreste mai detto che, anche un apparentemente innocuo soft drink potesse aumentare il rischio di contrarre il tumore al pancreas? A quanto pare, stando ad una ricerca condotta della University of Minnesota, anche le bevante analcoliche zuccherate (spesso in maniera esagerata) sarebbero da considerare pericolose per la salute.
La ricerca, condotta dal professor Mark Pereira e pubblicata da "Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention", ha esabinato la considerevolissima cifra di 60.524 soggetti (sia donne che uomini) tutti inclusi del Singapore Chinese Health Study da oramai 14 lunghi anni.
L'arco temporale considerato e la mole di individui analizzati, dunque, conferiscono già un'iniziale peso all'intera indagine.
Analizzando le persone (140) che si erano ammalate di cancro gli studiosi hanno fatto una scoperta decisamente interessante e, cioè, che quelli che avevano assunto in media due o più bevande analcoliche a settimana aumentavano il rischio di degenerazione cangerogena dell'87% rispetto a coloro i quali non bevevano in maniera abitudinale.
In ogni caso, almeno per i bevitori di succhi di frutta, non dovrebbero nascondersi pericoli.
Infatti, secondo uno dei responsabili dell'indagine medica, il professor Pereira, "Gli alti livelli di zucchero nelle bevande analcoliche aumentano il livello di insulina nel corpo, che riteniamo contribuisca alla crescita delle cellule tumorali nel pancreas". A scatenare il mix potenzialmente letale sarebbe dunque la particolare concentrazione di zucchero presente nei soft drink...un quantitativo decisamente superiore rispetto a quello presente nei succhi di frutta.
A sollevare dubbi sulla validitià assoluta della ricerca appena illustrata ci pensa però la dottoressa Susan Mayne, direttore associato della Yale Cancer Center e professoressa di epidemiologia presso la Yale School of Public Health. Come si legge su newsfood.com, difatti, la Mayne è convinta che "Sebbene da questo studio sia emerso un rischio, la conclusione e' basata su un numero relativamente limitato di casi e non e' chiaro se sia un nesso causale o meno. Il consumo di bevande analcoliche a Singapore e' stato associato a numerosi altri comportamenti nocivi per la salute come il fumo e l'assunzione di carne rossa, che non possiamo controllare altrettanto accuratamente".
Insomma: l'ennesima ricerca monca e tendenziosa non proprio utilissima portata avanti per giustificare i copiosi finanziamenti per cui l'America è famosa nel mondo? A quanto dichiara l'esperta sembrerebbe proprio di si. Certo è buffo: nel nostro paese i poveri ricercatori non hanno nemmeno i fondi minimi per vivere dignitosamente mentre operano studi (seri) sui vari tipi di tumori e su malattie come l'Aids mentre, in paesi come Usa e Gran Bretagna, i fondi concessi ai laboratori sono forse addirittura troppi. Piove sempre sul bagnato? A quanto pare si...
La ricerca, condotta dal professor Mark Pereira e pubblicata da "Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention", ha esabinato la considerevolissima cifra di 60.524 soggetti (sia donne che uomini) tutti inclusi del Singapore Chinese Health Study da oramai 14 lunghi anni.
L'arco temporale considerato e la mole di individui analizzati, dunque, conferiscono già un'iniziale peso all'intera indagine.
Analizzando le persone (140) che si erano ammalate di cancro gli studiosi hanno fatto una scoperta decisamente interessante e, cioè, che quelli che avevano assunto in media due o più bevande analcoliche a settimana aumentavano il rischio di degenerazione cangerogena dell'87% rispetto a coloro i quali non bevevano in maniera abitudinale.
In ogni caso, almeno per i bevitori di succhi di frutta, non dovrebbero nascondersi pericoli.
Infatti, secondo uno dei responsabili dell'indagine medica, il professor Pereira, "Gli alti livelli di zucchero nelle bevande analcoliche aumentano il livello di insulina nel corpo, che riteniamo contribuisca alla crescita delle cellule tumorali nel pancreas". A scatenare il mix potenzialmente letale sarebbe dunque la particolare concentrazione di zucchero presente nei soft drink...un quantitativo decisamente superiore rispetto a quello presente nei succhi di frutta.
A sollevare dubbi sulla validitià assoluta della ricerca appena illustrata ci pensa però la dottoressa Susan Mayne, direttore associato della Yale Cancer Center e professoressa di epidemiologia presso la Yale School of Public Health. Come si legge su newsfood.com, difatti, la Mayne è convinta che "Sebbene da questo studio sia emerso un rischio, la conclusione e' basata su un numero relativamente limitato di casi e non e' chiaro se sia un nesso causale o meno. Il consumo di bevande analcoliche a Singapore e' stato associato a numerosi altri comportamenti nocivi per la salute come il fumo e l'assunzione di carne rossa, che non possiamo controllare altrettanto accuratamente".
Insomma: l'ennesima ricerca monca e tendenziosa non proprio utilissima portata avanti per giustificare i copiosi finanziamenti per cui l'America è famosa nel mondo? A quanto dichiara l'esperta sembrerebbe proprio di si. Certo è buffo: nel nostro paese i poveri ricercatori non hanno nemmeno i fondi minimi per vivere dignitosamente mentre operano studi (seri) sui vari tipi di tumori e su malattie come l'Aids mentre, in paesi come Usa e Gran Bretagna, i fondi concessi ai laboratori sono forse addirittura troppi. Piove sempre sul bagnato? A quanto pare si...
di Germano Milite
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