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I catastrofisti devono attendere per la fine del mondo

Apophis colpirà la terra? Solo se la sfortuna ce la chiamiamo

L'unico pericolo vero resta il Sole con le sue tempeste

Apophis colpirà la terra? Solo se la sfortuna ce la chiamiamo
03/09/2011, 12:09

La leggenda è di quelle che fanno rabbrividire non solo gli appassionati di cinema catastrofico. Un asteroide può colpire la terra nel 2029 o nel 2036 ed il suo nome è Apophis che prende spunto dal dio della morte ai tempi dell’antico Egitto.

PREMESSA - Inutile dire che in questi anni mi sono trovato, insieme a pochi appassionati di sana e seria astronomia, a sbufalare le teorie che vedono il mondo finire a breve per colpa di una catastrofe annunciata negli anni addietro, vedi Maya e miti Sumeri, che con convinzione, e forse anche certezza, raccontano insieme ad altri testi sacri, bibbia e corano compresi, la visita di civiltà aliene in un passato molto distante dal nostro presente. Per la fine della nostra civiltà, quindi, bisogna attendere, se pensiamo che questa arrivi dallo spazio. Sarebbe meglio tutelare il nostro pianeta invece che deturparlo di giorno in giorno con politiche ambientali sbagliate, appoggiate inconsciamente dagli stessi ambientalisti.

APOPHIS CHI? - L’asteroide Apophis è un corpo roccioso classificato come NEO ed ha un’orbita davvero interessante che ogni tanto lo avvicina alla Terra. La distanza, seppur risulti vicina in termini astronomici, è sempre distante dall’essere pericolosa per la nostra amata terra. Infatti la NASA nel 2004, data della scoperta della minaccia, aveva dato una possibilità su 300 di collisione tra il corpo roccioso ed il nostro pianeta. Facendolo sbalzare al grado 1 della scala di Torino, che ha il compito di indicizzare le possibilità d’impatto tra oggetti spaziali ed il nostro pianeta. Ma dopo il 2004, anno della sua scoperta, Apophis ha perso importanza ed è stato di anno in anno sempre meno importante per gli astronomi della NASA. Addirittura gli scienziati, per essere zelanti nel loro mestiere, hanno calcolato la potenza di impatto del corpo roccioso rendendo ridicole tutte le teorie catastrofiste che volevano il corpo roccioso come messaggero di morte e distruzione globale, al pari dell’impatto che milioni di anni fa ha cancellato i dinosauri dal nostro pianeta.

IL PRESUNTO IMPATTO – Nell’aprile 2036 dovrebbe avvenire l’impatto. Ma secondo quale logica? Quella del vuoto gravitazionale. Considerando che un asteroide si comporta come un pianeta, cioè che segue precisamente una sua orbita, questi potrebbe trovarsi in coincidenza con la terra è potrebbe entrare nella sua atmosfera tramite un vuoto gravitazionale, definita chiave d’ingresso, che farebbe deviare il corpo celeste sulle nostre teste e colpendo l’emisfero asiatico, precisamente la fascia di fuso GMT +3, ad una velocità di 45000 kmh.

COME SALVARSI DALLA CATASTROFE - Ma la tecnologia oggi fa passi da giganti e sono state studiate diverse soluzioni che potrebbero risparmiarci da un impatto nel 2036, data ancora da verificare visto che la NASA non ha ancora diffuso messaggi di allarme data l’esistenza di un pericolo imminente che è quello di una tempesta solare che creerebbe non poche gatte da pelare al tessuto produttivo mondiale. Le soluzioni scontate per risolvere il problema da impatto non sono quelle scontate. Infatti, tentare di distruggere l’asteroide con un bombardamento, non farebbe altro che peggiorare la situazione se lo stesso corpo celeste fosse formato da polveri e pietre. Un effetto a grappolo renderebbe difficile gestire la caduta di mille e più segmenti rocciosi nell’atmosfera, distribuendo il pericolo su più parti del globo. Invece, la soluzione più plausibile per aggirare questo rischio è stata trovata dal ricercatore Ed Lu che ha sviluppato il progetto di un "trattore gravitazionale” consistente in una astronave teleguidata che entrerebbe nel campo gravitazionale di Apophis legandovisi, e tramite dei getti propulsori potrebbe deviare la rotta dell'asteroide. Ed Lu ha precisato che la durata della missione di salvataggio sarebbe di circa 12 giorni, per un costo complessivo di circa 300 milioni di dollari. Per deviare la traiettoria è stato anche studiato un sistema di microesplosioni che potrebbero far cambiare rotta al nostro macigno spaziale

L'UNICA CURIOSITÀ SCIENTIFICA – Non tutti sanno che la Terra è uno dei pochi pianeti che ha una sorta di asteroide “satellite”. Il corpo roccioso non entrerà mai in collisione con il nostro pianeta perché dista 150 milioni di km, ma ha una traiettoria simile alla nostra da ben 10.000 anni ed è definito per questo di tipo “troiano”. La scoperta di 2010 TK7, nome del nostro compagno spaziale, è stata fatta nel 2009 grazie alla sonda WISE che ha lo scopo di fare una scansione del nostro cielo con una tecnologia a raggi infrarossi. Non solo la Terra, ma anche Giove. Marte e Nettuno hanno un angelo custode che li segue nell’orbita spaziale.

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di ElleVì
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