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ASSOCIAZIONE "INSIEME PER LA VITA" HA TENUTO UN SEMINARIO SUL TESTAMENTO BIOLOGICO


ASSOCIAZIONE 'INSIEME PER LA VITA' HA TENUTO UN SEMINARIO SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
22/11/2008, 09:11

Cos'è il testamento biologico? Quali dovrebbe tutelare? Cosa si intende per accanimento terapeutico? Cos'è la libertà? Quattro importanti quesiti, che hanno tenuto banco al seminario "Il testamento biologico tra etica, fede e diritto", organizzato dall'Associazione "Insieme per la vita", tenutosi oggi pomeriggio all'Antisala dei Baroni a Napoli. Un incontro che ha visto la presenza di illustri convegnisti, tra cui: il dott. Lucio Romano (Vice presidente nazionale del Movimento per la vita), la dott.ssa Nunziata Comoretto (Istituto Bioetica - Università Cattolica di Roma), il dott. Massimo Silva (Presidente Associazione Insieme per la vita), don Filippo Urso (Direttore Centro Bioetica Taranto) e l'on. Aniello Formisano.Il seminario, svoltosi davanti una gremita platea, ha portato elementi di chiarezza in questa complessa discussione giuridica, in particolare mettendo in luce l'importanza di un corretto rapporto medico/paziente, dell'accompagnamento del malato e della sua famiglia, per evitare che si trovino da soli a fronteggiare situazioni drammatiche di malattia. Certamente il profondo rispetto della vita, bene non disponibile, deve illuminare la discussione a riguardo di temi così delicati. Ad aprire i lavori è stato Massimo Silva (Presidente Associazione Insieme per la vita), che ha tenuto a sottolineare come "Il dibattito sul testamento biologico oggi si è quanto meno intensificato, dopo i casi Welby ed Englaro, andando a coinvolgere la platea più ampia dell'opinione pubblica". "Molto è stato detto e scritto su questo tema - aggiunge - ma da parte nostra c'è il tentativo di voler favorire un confronto ampio, una riflessione culturale più serena con un linguaggio semplice e divulgativo, se pur rispettoso nelle argomentazioni e severo nell'esposizione dei dati". Un tema che però non riesce ancora a trovare una sua norma di riferimento, di conseguenza c'è l'appello alla politica, da parte dell'associone di voler istituire il "testamento biologico". "Sono pienamente d'accordo - conclude Silva - perchè è invocata da tutti, da tutte le parti politiche. Mi auguro che venga approvata nel più breve tempo possibile, ma nel contempo mi auguro che si tratti di una legge che non regoli solo le "dichiarazioni anticipate di trattamento", ma che in qualche modo si interessi più generale della fine della vita". Un invito che trova subito risposta, grazie alla proposta di legge, presentata il 6 novembre scorso dal parlamentare di Idv, Aniello Formisano, sulle "Disposizioni in materia di consenso informato e di direttive anticipate nei trattamenti sanitari, nonchè di accanimento terapeutico". A tal riguardo è lo stesso primo firmatario della proposta a ricordare "Come il mondo della politica sia in netto ritardo sulle questione etiche. Credo però che i casi ultimi ci impongano di dare un'accellerazione, tant'è che al Senato già c'è un disegno di legge a firma del collega Marino ed io ho  presentato alla Camera una proposta sulla disciplina del trattamento delle fasi terminali". "Credo che si tratti di recuperare - conclude Formisano - la dignità umana e sopratutto l'autonomia del medico, che secondo scienza e coscienza, deve decidere quando è il caso di andare avanti o quando è il caso di smettere".

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di Redazione
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