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Associazione Meter accusa: Social Network covo di Pedofili


Associazione Meter accusa: Social Network covo di Pedofili
01/02/2010, 12:02

AVOLA (SR) – La pedofilia è un crimine e uccide i bambini. Perché fa più vittime di lupare bianche, attentati, spaccio di droga e distruzione della dignità umana. E i social network, dopo le varie nazioni più o meno compiacenti, sono diventati una vera e propria oasi per i pedofili. È questo il senso del REPORT 2009 che Meter, l’associazione per i diritti dei bambini, fondata ad Avola da don Fortunato Di Noto (www.associazionemeter.org) presenterà nella propria SEDE NAZIONALE (Via Ruggero Settimo, 56 – Avola) martedì 2 febbraio alle 10.30.

LA PEDOFILIA E’ UN CRIMINE E UCCIDE – “E’ inutile fare finta di niente, parlano i dati. La pedofilia uccide migliaia di bambini l’anno, eliminandoli anche fisicamente. Lo fa nel silenzio, con l’abuso dei bambini che non hanno un nome e che vengono commerciati come le sigarette o un prodotto qualsiasi.”, esordisce don Fortunato Di Noto, che sottolinea: “Peraltro chi fa questo molto spesso agisce sicuro dell’impunità o quantomeno convinto di poter fare il proprio comodo indisturbato. Ci sono legislazioni che non garantiscono la sicurezza dell’infanzia. E alcune addirittura non hanno neanche ratificato la Convenzione Onu per i diritti del Fanciullo del 1989”.

I SOCIAL NETWORK? MANNA PER I PEDOFILI. E NON SOLO - “I dati che abbiamo raccolto nel 2009 e presenteremo martedì 2 febbraio – commenta don Di Noto – sono inquietanti. E inquietanti è dire poco, perché i social network sono stati una vera e propria manna per i pedofili. E non solo per loro, anche per chi – in nome di un presunto ‘humor’ o della ‘libertà di pensiero’ si è ‘divertito’ ad augurare morte violenta sui bambini, a promuovere la pedofilia come “esperienza bella”, a elaborare il “credo del pedofilo”, da tutte le nazioni, anche in Italia.
“Le carpette e i fascicoli aperti con le segnalazioni spedite alla Polizia Postale e delle comunicazioni, – continua il sacerdote – testimoniano queste storie di ordinaria follia. Che proprio per questo dobbiamo combattere. Aspetto come sempre gli amici della stampa che, con simpatia, aiutano la nostra missione da anni, per raccontare e rivelare dati molto inquietanti su un fenomeno che dobbiamo conoscere e debellare con forza e determinazione.”,

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di Redazione
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