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ASTRONAUTA ITALIANO: SI STA MEGLIO SU, QUI GIRA TUTTO


ASTRONAUTA ITALIANO: SI STA MEGLIO SU, QUI GIRA TUTTO
09/11/2007, 11:11

ROMA - "Mi sento un marziano: sto molto meglio nello spazio", ha detto ai giornalisti italiani l'astronauta Paolo Nespoli nella prima intervista dopo l'atterraggio dello shuttle Discovery, dove ha lavorato alla missione Esperia, delle agenzie spaziali italiana (Asi) ed europea (Esa). Nespoli scherza sul leggero malessere che lo ha colpito durante il rientro a Terra e che non gli ha permesso di uscire dallo Shuttle assieme al restio dell'equipaggio. "Qui sembra che tutto giri, ma dicono che questa è una cosa assolutamente normale", aggiunge.

 "Si sta molto meglio in orbita che qui, almeno per il momento, anche se mi mancava la Terra, il contatto con la famiglia, i sapori, i colori, gli odori". Non ci sono dubbi che per Nespoli quella vissuta a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss) sia stata un'esperienza bellissima, anche se le cose da fare erano tantissime.

"Il ritmo - racconta - era incessante e continuo. Già prima della partenza sapevamo che la missione sarebbe stata complessa e ambiziosa e lo è diventata ancora di più con la riparazione 'volante' del pannello solare. Sembrava davvero di fare qualcosa di diverso dal solito, se possiamo parlare di 'qualcosa di solito' in quell'ambiente".

Nonostante il ritmo serrato, alla fine lavorare sulla stazione orbitale è stato meno faticoso rispetto all'addestramento: "paradossalmente mi sono riposato di più sulla stazione spaziale che durante l'addestramento, quando per mesi sono riuscito a dormire al massimo quattro ore per notte. Ma durante la missione Pamela è stata davvero intransigente sullo spegnimento delle luci: dovevamo assolutamente andare a dormire in orario e così abbiamo riposato sette ore a notte".

A bordo, insomma, non si vive per niente male. "Sicuramente all'inizio è necessario un adattamento fisiologico e psicologico perché il ritmo è incessante e si è tenuti sotto controllo 24 ore al giorno. La cosa più difficile - osserva - é trovare il giusto equilibrio tra il quanto si deve essere pilotati e quanto può essere lasciato all'iniziativa personale. Non tutti gli astronauti sono uguali: ad alcuni piace essere guidati, ad altri no". Nespoli, personalmente, preferirebbe che a bordo ci fosse spazio per "un po' più di inventiva all'italiana, ma la squadra - aggiunge - era sicuramente ben contenta di ricevere istruzioni molto dettagliate da Houston".
(fonte: Ansa)

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di Redazione
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