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Attentato a Belpietro: sul web tra incredulità e accuse


Attentato a Belpietro: sul web tra incredulità e accuse
01/10/2010, 13:10

Dopo il grave episodio, avvenuto nella notte, in cui qualcuno avrebbe tentato di attentare alla vita del direttore di Libero, Maurizio Belpietro, il web si spacca.
Se per esempio si va su pagine legate al Pdl, come popolodellalibertà.it, si vede che lo sdegno è unanime, con toni spesso molto accesi e parole di odio. Indirizzate soprattutto al leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, al giornalista Marco Travaglio e al comico genovese Beppe Grillo. Nei loro confronti le espressioni più gentili è che sono fomentatori di odio, ma c'è anche chi si abbandona ad insulti più forti.
Andando invece su Facebook, ci sono diverse reazioni. Una minoranza condivide i toni accesi, ma sono molti che manifestano incredulità e sospetto per la ricostruzione dei fatti. SI passa dalle incongruenze nelle testimonianze tra quello che ha detto Belpietro e quello che hanno detto gli uomini della scorta (niente di grave, solo che la versione della scorta sembra più soft e non parla di un pericolo concreto per il direttore di Libero) ad alcuni ragionamenti deduttivi. Come per esempio chi fa notare una cosa: come è possibile che un eventuale assassino che sa di avere di fronte una scorta armata e quindi persone addestrate in maniera professionale (non è un mistero che Belpietro gode della scorta da 8 anni), e che sa di avere pochi istanti per agire, poi non controlla la pistola e lascia che si inceppi?
Naturalmente non manca chi la prende con ironia, per sdrammatizzare l'episodio. Come Stefano Luzi che su Facebook ha fatto una vignetta dal titolo "Ritrovata l'arma dell'attentatore a Bruttopietro" e si vede una pistola da cui esce una bandiera con la scritta "Leccaculo".

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di Antonio Rispoli
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