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Auto: quando il peso è in contrasto con l'ambiente


Auto: quando il peso è in contrasto con l'ambiente
23/05/2009, 05:05

Con il passare degli anni si ingrassa. Sarà capitato a tutti sentir pronunciare questa frase. Uno slogan coniato ad hoc, per giustificare il proprio, talvolta spropositato, aumento di peso corporeo. Sarà una coincidenza, ma l’aumento del peso e nel contempo delle dimensioni è un fenomeno che ha investito in egual misura il mondo dell’automobile. Con il passare degli anni abbiamo assistito ad un aumento significativo dei pesi specifici, dovuto essenzialmente all’introduzione di utili dotazioni, di dispositivi di sicurezza e confort e di un sensibile incremento generale delle proporzioni. Le stesse che in alcuni casi hanno costretto gli addetti ai lavori a “formulare” nuovi segmenti di mercato, come ad esempio quelli dei monovolume e dei SUV.
Questo incremento, pur migliorando e rendendo più sicura la vita a bordo, è in contrasto con l’ambiente. Vi chiederete il perché. E’ molto semplice. La massa è un fattore che moltiplica la richiesta di energia per superare le inerzie e gli effetti gravitazionali (come marciare in salita) che intervengono ogni volta che il veicolo modifica la sua velocità. Stesso discorso in frenata, dove la massa rappresenta un ostacolo allo sforzo che il veicolo compie per rallentare la marcia
attraverso l’impianto frenante. Dunque, la maggiore richiesta di energia si traduce in un aumento, anche significativo delle emissioni inquinanti. E da quando la Commissione Europea ha stabilito i nuovi parametri per le emissioni di CO2, 120g/Km, tutti sono corsi ai ripari o almeno ci stanno provando.
Bisogna dire che le Case che hanno contribuito maggiormente all’aumento del peso e delle dimensioni delle vetture sono le tedesche.
Nei loro listini figurano modelli che negli ultimi decenni sono tremendamente ingrassati come ad esempio la Volkswagen Golf 1.8 passata dai 970 kg del 1987 ai 1.418 kg del 2007 con un aumento del 46% o come la Bmw 320 i passata dai 1.145 kg del 1987 ai 1.445 kg del 2007 con un aumento del 26%. In casa Fiat un esempio tra tutti, quello della Fiat Bravo 1.9 d, passata dai 1.155 Kg del 1997 ai 1.320 Kg del 2007. I maggiori sforzi sono stati compiuti nei segmenti ad alta redditività, vale a dire nell’alto di gamma, dove è stato possibile investire in ricerca ed in soluzioni tecnologicamente avanzate. L’Audi, ad esempio con il modello A8 ha tracciato la via dei telai in alluminio, ed eravamo nel ’94, poi è stata la volta della Jaguar, con i modelli XJ ed XK.
Da allora sono stati compiuti passi in avanti in tutti i segmenti e le riduzioni di peso hanno riguardato tutti i settori dell’automobile, dal motore ai cerchioni, con il comune obiettivo di trovare formule in grado di abbattere i consumi, dunque le emissioni inquinanti.
Vuoi vedere che il benessere sortisce effetti non solo sui nostri corpi, ma anche sulle automobili?
A Voi l’ardua sentenza.

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di Davide Montella
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