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Azzardo: le slot machine motore del settore nel 2016, anche online


Azzardo: le slot machine motore del settore nel 2016, anche online
07/10/2016, 13:19

Da quando nel lontano 1895 nacque a San Francisco la prima “macchinetta” meccanica della storia, le slot machine hanno rappresentato uno dei maggiori punti forti dei casinò di tutto il mondo. Centoventuno anni dopo la realizzazione di una delle pietre miliari del gioco d'azzardo le slot machine si confermano senza dubbio alcuno come il motore principale del mercato italiano del gioco: nei casino tradizionali, online e nelle numerose sale slot.

 

Gli ultimi dati sugli incassi del noto Casino di Sanremo mettono bene in evidenza questo fenomeno: dei 34,4 milioni di introiti realizzati nei primi 9 mesi del 2016 ben 26,3 milioni sono stati generati proprio dalle slot, l'unica tipologia di gioco che non ha mostrato alcuna flessione rispetto allo scorso anno. Se oltre il 75% dei guadagni realizzati quest'anno da una sala da gioco di stampo classico deriva dalle slot è facile immaginare quali siano diventate le preferenze dei giocatori italiani in fatto di gioco d'azzardo, considerando anche che nel solo mese di settembre i tavoli classici hanno mostrato un calo del 41%, ma nel complesso e grazie alle “macchinette” la flessione si è arrestata al -12,3%.

 

La stessa situazione sembra ripetersi anche nell'online, un segmento di mercato in rapidissimo sviluppo e in cui tutti i migliori operatori che gestiscono un casino virtuale hanno dato grande rilievo ai giochi di slot, dedicandovi intere sezioni di siti web e applicazioni. Nella maggior parte dei casi infatti le sale da gioco accessibili via internet presentano qualche decina di giochi classici e qualche centinaio di slot machines. Non sorprende dunque che in questo specifico segmento le slot generino oltre il 60% della spesa totale dei giocatori sul web italiano. L'online è senza dubbio il terreno più fertile per la sperimentazione e la diffusione di questo tipo di “passatempo”, poiché la produzione e l'immissione sul mercato di nuovi giochi richiede l'investimento una quantità relativamente limitata di risorse da parte degli operatori, in virtù del fatto che si tratta essenzialmente di sviluppo software.

 

Nonostante i casinò - classici oppure sul web - rappresentino per definizione il gioco d'azzardo, la fetta più ampia del settore delle slot machine non ha niente a che fare con essi, ma piuttosto con ricevitorie, bar e sale dedicate sparse in modo capillare in tutte le regioni del nostro paese: stiamo parlando delle tanto discusse New-slot e Videolottery (VLT), uno degli argomenti più controversi dell'ultimo anno, affrontato a più riprese a tutti i livelli socio-economici. Con una spesa pro capite che varia da circa 350 euro a circa 1000 euro al mese rispettivamente per Sicilia e Lombardia, la regione in cui si scommette di meno e quella in cui si scommette di più in New-slot e VLT, questo mercato rappresenta il punto in cui si incontrano - e si scontrano - una moltitudine di questioni e interessi. Il diritto al gioco e al divertimento, l'aumento delle concessioni statali e del numero degli apparecchi installati sul territorio e l'importanza del gioco per quanto riguarda gli incassi dell'erario si scontrano con la necessità di arginare i casi di ludopatia, di mantenere l'azzardo lontano dai luoghi frequentati dai minori e di gestire un aumento dei furti e della criminalità. Questioni su cui non sembra essere possibile raggiungere un compromesso definitivo, che possa accontentare tutte le parti in causa. Intanto, gli italiani continuano a puntare ogni anno centinaia di milioni di euro dei loro stipendi e pensioni in questa categoria di giochi d'azzardo.

 

Se il 2016 mostra già un quadro piuttosto inquietante relativamente ai problemi che sorgono nella gestione di questa “rivoluzione” delle macchinette, nel 2017 potremmo assistere all' invasione da parte di 250 mila mini-VLT, un nome nuovo per designare quelle che all'atto pratico sono altre 250 mila slot machine.

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di Redazione
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