Cyber, scienza e gossip / Ambiente

Commenta Stampa

Preoccupazione tra gli operatori turistici

Basso Cilento: è allarme mucillagine


Basso Cilento: è allarme mucillagine
27/05/2009, 12:05


L’incubo di bagnanti ed operatori turistici del basso Cilento si chiama mucillagine.
Da alcuni giorni grandi chiazze di alghe vischiose e giallastre sono state avvistate a poche centinaia di metri dalla costa e alcuni blocchi più piccoli sono giunti sulla riva. Molto fastidio ma nessun pericolo per i bagnanti, più gravi invece i disagi per i pescatori: la mucillagine, infatti, si aggroviglia nelle reti e le rende inservibili. Filamenti di mucillagine, per ora di dimensioni contenute, sono stati visti ieri anche verso la costa della Basilicata e della Calabria. Preoccupazione invece a terra, tra gli operatori turistici, che temono che le enormi chiazze di mucillagine possano arrivare a riva a causa del vento. Nella mattinata di ieri, il comandante della Capitaneria di Porto di Salerno Vincenzo De Luca, ha inviato sul posto una motovedetta e un aereo proveniente da Pescara, e hanno constato che il fenomeno si estende per 17 miglia, da Sapri a Scalea, e si presenta come una lunga striscia larga circa 10 metri e localizzata fino a ieri sera a circa cento metri dalla costa.  Sul posto anche gli esperti dell’Arpac che hanno confermato che si tratta di mucillagine, chiazze formate da polline e microrganismi di colore giallastro e schiumose. Dunque si tratta di un fenomeno naturale, ma nella zona è massima allerta.  Nelle prossime ore, ha spiegato il comandante De Luca, una motovedetta resterá in mare per monitorare lo spostamento delle chiazze. Ma gli operatori turistici chiedono maggiori garanzie ed in particolare l’invio di battelli mangia-alghe e barriere galleggianti, per difendere la balneazione se la situazione del mare peggiorasse. «La chiazza che minaccia il golfo di Policastro è ancora lontana - minimizzano gli operatori - ma non vorremmo trovarci disarmati». Le cause della formazione di alghe schiumose sono sempre le stesse. Il caldo, innanzitutto, la cui morsa non accenna a diminuire, almeno per i prossimi giorni, e poi l’ assenza di ossigenazione nelle acque, che ristagnano dando luogo a fenomeni del genere. Gli esperti dell’Arpac hanno precisato che non esistono rischi di inquinamento, essendo la mucillagine un prodotto vegetale del tutto naturale, così come non c’è alcun pericolo per i bagnanti. A parte che non è proprio bella da vedere e indubbiamente scoraggia un bagno, lo strato di schiuma giallognola comunque si attacca addosso a chi si tuffa in acqua per una nuotata e fatica ad andare via, se non dopo un bel numero di docce.

Commenta Stampa
di Vincenzo Rubano
Riproduzione riservata ©