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Berlusconi sul web


Berlusconi sul web
05/04/2010, 09:04

Pochi giorni fa, con un gran battage pubblicitario su giornali e in TV, c'è stato lo "sbarco" del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi su Facebook, tramite la pagina fan de "Il Giornale". Ora, trascuriamo il fatto che, detta così, è una bufala colossale. Berlusconi è assolutamente incapace di gestire una pagina di un social network, perchè per farlo deve trattare gli altri da pari a pari e lui ha dimostrato che conosce solo servi o nemici, non suoi pari. In realtà ci starà qualche giornalista e qualche esperto di marketing che cercheranno di usare Facebook per fare propaganda politica.
Ma al di là di questo fatto, il segnale è importante. Significa che Berlusconi, avendo il pieno controllo della TV (ormai possiede o controlla tutte le TV nazionali) e il quasi pieno controllo della carta stampata (gli unici giornali che non controlla sono La Repubblica e il Fatto Quotidiano, e sul primo può esercitare una enorme pressione tagliando i contributi pubblici), adesso vuole mettere le mani anche sulla Rete. In questi giorni ho provato a fare cauti sondaggi su cosa ne pensano le persone su cui sono abitualmente in contatto. E mi sono reso conto che non ci si è accorti del pericolo. La Rete finora è stato il luogo dell'anarchia, nel senso più pieno del termine: "anarchia" significa "senza governo" e finora questa è stata la Rete, un luogo dove, compatibilmente con i principi del rispetto e della buona educazione, ognuno poteva fare e dire quello che voleva. Ma resterà così?
Prima di rispondere, esaminiamo qual è la mentalità di Berlusconi. E' una persona piena di odio, che abusa sistematicamente del suo potere, perchè è questo che lo rende consapevole del suo governare. E chiaramente, una persona del genere divide tutto il mondo in due categorie: ciò che lui può controllare (quelli che prima sbrigativamente ho definito "servi") e ciò che non può controllare. I primi vanno bene finchè obbediscono o finchè restano sotto controllo; i secondi vanno insultati, diffamati, distrutti disintegrati. Per fare un esempio banale, basta ricordare la valanga di insulti che lui ha riversato contro Indro Montanelli, reo di aver rifiutato nel 1993 di dirigere la grancassa propagandistica per la creazione di Forza Italia. Da allora, sui canali Mediaset non si è più parlato di Montanelli se non per insultarlo.
Lo stesso principio vale per Internet. Finora Berlusconi non se ne è mai interessato. Ma adesso è l'ultima frontiera da conquistare, per avere il controllo totale sulla società. Quindi è iniziata la conquista. E, secondo lo stile berlusconiano (quello che una volta era definito un racket) lo fa con una promessa ed una minaccia. La promessa è il fatto di poter continuare come abbiamo fatto finora. a godere della libertà di Internet, ma sotto il suo controllo (e quindi con una libertà limitata); l'alternativa è il decreto Romani. Un decreto - fatto in modo da non dover passare per il voto parlamentare - che, con la scusa di recepire una direttiva europea, impone pesanti limitazioni. La più importante delle quali è il paragonare le dirette in streaming con le dirette della TV. A questo punto c'è da temere che, ove Berlusconi non riesca a controllare il web, possa passare al passo successivo: il provider (cioè il fornitore di servizi Internet) equivale all'editore del giornale e quindi è responsabile di ciò che gli utenti che usano quel provider usano. Questo c'era nella prima versione del decreto Romani, mentre nell'ultima viene nascosto ma non cancellato. Ma questo che vuol dire? Che l'accesso ad Internet verrebbe fortemente limitato e controllato, perchè chiaramente la Telecom o Fastweb o tutti gli altri provider non fanno questo servizio perchè gli siamo simpatici. Se la cosa dovesse costare troppo, magari possono anche decidere di chiudere i servizi, se la cosa dovesse diventare troppo pesante.
Se questo è il rischio nel caso in cui Berlusconi non possa controllare il web, c'è un modo per controllarlo? No. Potrà controllarne una parte, perchè anche su Internet i suoi servi abbondano, come nella vita reale, dato che Internet non è altro che uno spaccato della vita reale. Ma sono troppi coloro che non accetteranno questa situazione. E Internet ha una profonda differenza rispetto alla TV e i giornali. TV e giornali sono mezzi univoci: io giornalista scrivo, tu lettore leggi; oppure io politico in TV parlo e tu telespettatore guardi. Ma Internet è un mezzo biunivoco: se tu vuoi dirmi una cosa, devi attirarmi perchè io posso anche evitare di leggerti. E se vuoi attirarmi, devi venire al mio livello e devi darmi la possibilità di interagire. Ma la propaganda berlusconiana non è fatta per l'interazione, perchè è basata su una marea di menzogne. Se io comincio a mettere in dubbio una piccola parte della propaganda berlusconiana, crolla tutto. E questo mi fa catalogare automaticamente nella categoria dei "nemici". E quindi prepariamoci, perchè saranno tempio duri.

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di Antonio Rispoli
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