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BIMOTA DB7: LA CLASSE NON E' ACQUA


BIMOTA DB7: LA CLASSE NON E' ACQUA
10/06/2008, 18:06

 

Ecco le prime DB7 in movimento. Non aspettatevi di vederne troppe in giro, come tutte le produzioni di Bimota, anche la nuova superbike sarà prodotta in numeri piuttosto contenuti - si parla di 300/400 pezzi per il 2008 - come si confà a tutti i prodotti di lusso.
Sì, di lusso, visto che per portarsi a casa l'affusolata supersportiva italiana bisogna fare un bonifico da ben 26.880 euro f.c.... Se poi arrivate con la valigetta di pelle con il contante, ancora meglio, per loro.
Un prezzo bello salato che la Bimota giustifica mettendovi in mano una moto realizzata con una cura maniacale, dal design penetrante come un bisturi - quella dei fari posizionati in verticale è una scelta atta a tenere più stretta possibile la moto - e con una componentistica al top non solo nella qualità dei prodotti, ma anche nella tipologia di materiale utilizzato per realizzarlo.
Basta guardare il ponte comandi, dove spicca la strumentazione impreziosita da una piastra di sterzo alleggerita e leve ai manubri, entrambi ricavati dal pieno e griffati. Il codone, come la carena, la struttura portafari e tutti i componenti la carrozzeria, sono realizzati interamente in fibra di carbonio alla ricerca del minor peso possibile, così come l'utilizzo dello scarico in titanio - veramente compatto nonostante la presenza del catalizzatore - e le ruote in alluminio forgiato.
Ma come sempre, sono le soluzioni tecniche adottate a fare delle Bimota moto apprezzate in tutto il mondo. Il telaio è una opera d'arte, semplice, dalle linee pulite ma che trasmettono robustezza e raffinatezza tecnica, con i grossi tubi a sezione ovale in acciaio CrMo affiancati da piastre laterali e piedini del forcellone in alluminio ricavati dal pieno.
La configurazione del nuovo forcellone, oltre ad utilizzare un leveraggio articolato per l'ammortizzatore (regolabile anche nelle alte/basse velocità per il ritorno idraulico), ha anche l'attacco di quest'ultimo di tipo eccentrico il che permette la regolazione dell'altezza del retrotreno senza dover utilizzare un'asta di rinvio - come sulle Ducati, ad esempio.
Incastonato nel telaio ritroviamo un motore Ducati, ma non quello raffreddato a aria presente sulle DB5 e DB6 Delirio, bensì l'ultimo Testastretta della ducati 1098 da 160 CV, con funzione portante nella ciclistica.

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di Fabrizio Pirone
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