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BMW Research Unit - OSR, dal 2001 all'insegna della ricerca scientifica avanzata


BMW Research Unit - OSR, dal 2001 all'insegna della ricerca scientifica avanzata
19/12/2012, 12:04

BMW Group Italia ha finanziato l'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano con quasi 2 milioni di Euro per sostenere la ricerca della medicina rigenerativa per la cura delle malattie neurodegenerative e della traumatologia midollare


Il DNA di BMW Group è fortemente caratterizzato dalla passione per l’innovazione e la ricerca. Due elementi costitutivi che hanno permesso a BMW Group di essere riconosciuto come una delle aziende più innovative del settore automotive in termini di soluzioni adottate sui prodotti e di visione per la mobilità del futuro. L’approccio olistico ha consentito a BMW Group di essere riconosciuto nel 2012, per l'ottavo anno consecutivo, come l’azienda automobilistica più sostenibile del mondo dal Dow Jones Sustainability Index.

In questa ottica il connubio con l'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano è nato in modo naturale nel 2001 come l’incontro di due eccellenze nel campo della ricerca. BMW Group Italia in questi undici anni ha, infatti, sostenuto le ricerche svolte dal San Raffaele sulle cellule staminali adulte del cervello con quasi due milioni di euro. Un’iniziativa che non ha eguali nel nostro Paese e che viene replicata anche nel 2012. Nel 2008 questa partnership è stata rafforzata con l’inaugurazione della BMW Research Unit, guidata da Gianvito Martino, direttore della Divisione di Neuroscienze e dell’Unità di Neuroimmunologia – dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSpe) – dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.

“BMW Group Italia – ha dichiarato Franz Jung, Presidente e A. D. di BMW Italia S.p.A. – conferma, pur in un momento economico e di mercato molto difficile, il suo Programma di Responsabilità Sociale d’Impresa a testimonianza dell'importanza fondamentale che queste iniziative rivestono nella cultura dell'azienda”.

"Nel 2012 – ha poi proseguito Franz Jung – abbiamo infatti rinnovato il sostegno a “Scuola Sci Sauze d’Oulx Project” che si propone di insegnare a sciare a tutte le persone diversamente abili, grazie all’aiuto di personale qualificato e preparato tecnicamente. Un’iniziativa di successo iniziata nel 2003, con oltre 7.000 ore di lezione svolte sul campo e circa 600 allievi di tutte le età provenienti dall’Italia e dall’estero.

BMW Italia ha inoltre aiutato fattivamente le popolazioni afflitte dalle conseguenze tragiche del terremoto in Emilia, mettendo a disposizione una somma di denaro di 100.000 Euro, quale contributo alla formazione scolastica degli orfani delle vittime, da erogare affinché possano proseguire il percorso di studi per un quinquennio. Il sostegno all’eccellente ricerca svolta nell’ambito della medicina rigenerativa del San Raffaele è la conferma del nostro operare in tal senso e la BMW Research Unit-OSR è il nostro fiore all’occhiello che apre scenari molto promettenti per la cura di malattie importanti e di lesioni determinate da traumi midollari”.

Il passaggio dalla medicina riparativa, tutt’oggi largamente diffusa e utilizzata, alla medicina rigenerativa, che si ritiene sia la medicina del futuro, avviene nel momento in cui si comincia a pensare non tanto e non solo a riparare la parte danneggiata del corpo, ma addirittura a sostituirla integralmente con una nuova, funzionante e identica a quella danneggiata. Per raggiungere questo complesso traguardo è necessario ricostruire le condizioni di base che permettono la rigenerazione dei tessuti nel corpo umano. Il lavoro svolto fino ad ora ha chiaramente indicato che per rigenerare i tessuti bisogna, da una parte, ricostruire l’ambiente in cui il processo rigenerativo avviene, utilizzando metodologie d’ingegneria tissutale che prevedono l’impiego di biomateriali, dall’altra, riuscire ad ottenere e poi espandere in laboratorio grandi quantità di cellule dotate di eccezionali capacità rigenerative, come le cellule staminali. Utilizzando questi due approcci in maniera combinata si pensa che la medicina rigenerativa, in un futuro prossimo, sarà in grado non solo di rigenerare i tessuti danneggiati ma, anche e possibilmente, di sostituirli integralmente con tessuti identici in tutto e per tutto a quelli originali, ma costruiti interamente in laboratorio.

“Vorrei innanzitutto ringraziare BMW Italia per la fiducia e per il supporto concreto alla nostra ricerca, in un ambito come quello della medicina rigenerativa al quale tutti guardiamo con grandi speranze – ha dichiarato Nicola Bedin, Amministratore Delegato dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano –. Il nostro ringraziamento si unisce al nostro impegno fermo per perseguire nuovi e importanti traguardi”.

L’Unità di Neuroimmunologia, all’interno della quale opera la BMW Research Unit-OSR, si occupa da anni di medicina rigenerativa e, in particolare, di sviluppare nuovi approcci terapeutici, appunto di tipo rigenerativo, per alcune delle più gravi malattie degenerative che colpiscono il cervello e il midollo spinale, soprattutto dei giovani adulti, quali la sclerosi multipla, i traumi del midollo spinale, e l’ictus cerebrale. La finalità ultima del lavoro del gruppo di ricercatori (attualmente sono 35 i ricercatori che partecipano all’attività di ricerca) è quella di restituire forma e funzione originaria al tessuto nervoso danneggiato utilizzando nuove terapie rigeneranti basate sull’utilizzo di cellule staminali del cervello e biomateriali.

Il contributo di BMW Italia è stato negli anni molto importante per raggiungere le finalità di cui sopra. In particolare, nel 2012, tale contributo è stato utilizzato per sviluppare nuove strategie di trapianto, a base di cellule staminali del cervello, per riparare il danno midollare conseguente a traumi, per lo più accidentali. In tale ambito, è stato anche possibile erogare una borsa di studio destinata alla ricercatrice Melania Cusimano che, dopo un periodo di training presso il prestigioso Istituto Scientifico Weizmann in Israele, è potuta rientrare in Italia per proseguire la propria ricerca incentrata, appunto, sullo sviluppo di nuove terapie a base di cellule staminali per i traumi midollari.

“Gli studi fin qui compiuti dalla BMW Research Unit OSR – ha dichiarato Gianvito Martino – hanno dimostrato che le cellule staminali del cervello, se trapiantate opportunamente, sono in grado di raggiungere selettivamente la lesione infiammatoria del midollo spinale che consegue ai traumi midollari e di riparare efficacemente l’area danneggiata attraverso il rilascio di fattori solubili anti-infiammatori e neuroprotettivi”.

Tale scoperta – che ha modificato la credenza che le cellule staminali funzionano solo quando si sostituiscono fisicamente alle cellule danneggiate – amplia notevolmente le potenzialità terapeutiche delle cellule staminali del cervello e gli esperimenti, condotti in questi anni dalla BMW Research Unit – OSR, hanno dimostrato che questa nuova modalità operativa delle cellule staminali può essere utile, dal punto di vista terapeutico, non solo nella sclerosi multipla e nell’ictus cerebrale, ma anche in altre gravi malattie infiammatorie del sistema nervoso centrale, in primis i traumi midollari. Infine, queste ricerche, che fino ad ora sono state svolte principalmente in ambito pre-clinico, stanno per essere tradotte in terapie per i malati e i primi tentativi terapeutici nell’uomo sono già in corso soprattutto e specificamente per capire la sicurezza di questi trapianti, requisito essenziale per poi procedere nella sperimentazione. Si può quindi dire che gli sforzi, compiuti fino ad oggi, ed i passi avanti decisivi fatti negli ultimi anni rafforzano sempre di più la convinzione che la medicina rigenerativa che utilizza cellule staminali neurali può diventare un utile strumento terapeutico per la cura delle malattie neurologiche incluse quelle causate da traumatismi accidentali conseguenti a incidenti stradali. Tutto ciò rappresenta un’ulteriore testimonianza dell’impegno di BMW Group per il tema della sicurezza che coinvolge i prodotti, i comportamenti alla guida, la formazione delle future generazioni, la ricerca sulla mobilità del futuro, gli studi sulla viabilità e anche la ricerca medico-scientifica.

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di Redazione
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