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BRIVIDI D'ESTATE: IN SCENA PAUL IS DEAD


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BRIVIDI D'ESTATE: IN SCENA PAUL IS DEAD
23/07/2008, 08:07

Per l’ultimo weekend di programmazione di Brividi d’Estate 2008, la rassegna di teatro e letteratura nell’affascinante cornice del Real Orto Botanico di Napoli, e per soddisfare le ripetute richieste del pubblico, nonostante le numerose repliche già effettuate, ritorna in scena, venerdì 25 luglio alle ore 21.00 (in replica il 26 e il 27 luglio), un spettacolo cult de Il Pozzo e il Pendolo Teatro, Paul is dead di Annamaria Russo e Ciro Sabatino. Ne saranno versatili interpreti Marcello Magri e Marco Palumbo, accompagnati dalle musiche, eseguite dal vivo, de I Sottomarini (cover band ufficiale dei Beatles), al secolo Gianfranco Cercola, Biagio De Falco, Massimo Esposito, Michelangelo Iossa.

In scena la leggenda della presunta morte di Paul McCartney, in cui la più oscura vicenda della letteratura beatlesiana rivive in una piéce musicale/teatrale.
Indizi indicano la presunta morte di un Beatle”. Così titolava – nel settembre 1969 – la rivista studentesca Northern Star dell’Università dell’Illinois, gettando luce fosca sull’epopea dei quattro ragazzi di Liverpool.
Poco tempo dopo, il 12 ottobre 1969, il disc-jockey Russel Gibb (Russ), dell’emittente radiofonica WKNR-FM di Detroit, ricevette la telefonata di un tizio che diceva di chiamarsi Tom e che gli suggeriva di ascoltare attentamente la dissolvenza di alcune canzoni dei Beatles. Fu così che il dj si rese conto che l’ascolto di questi frammenti-audio suggeriva l’avvenuta morte di Paul McCartney.
La leggenda della morte di Paul McCartney (talvolta citata come PID, Paul Is Dead), è una delle prime e più note teorie del complotto sul mondo del rock. Iniziò a circolare dal 1969, e la tesi era che il bassista dei Beatles fosse deceduto nel 1966 per un incidente stradale, in seguito sostituito da un sosia.
La leggenda, che ovviamente non è stata mai confermata e presenta oggettivamente non poche difficoltà, troverebbe le sue conferme proprio in "messaggi in codice", nascosti nel corso degli anni dagli stessi Beatles nelle loro opere.
I sostenitori della teoria "PID" adducono come prove numerosi indizi che i tre Beatles superstiti avrebbero disseminato nelle loro opere successive alla tragedia. Anche il motivo, per cui questi indizi sarebbero stati forniti, è controverso: secondo alcuni lo scopo sarebbe stato quello di far conoscere la verità indirettamente, poco alla volta; secondo altri, si tratta di indizi quasi involontari e forniti in modo inconscio.
Da quel momento in poi, il giallo della presunta morte di Paul McCartney, bassista della band più famosa del mondo, si trasformò in una delle leggende metropolitane più oscure e più analizzate della storia, e la stampa si mise in cerca di William Campbell, universalmente considerato “colui che prese il posto di Paul McCartney nei Beatles”.

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di Redazione
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