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CalcioNapoli24.it denuncia Facebook per danni e violazione della privacy


CalcioNapoli24.it denuncia Facebook per danni e violazione della privacy
03/11/2012, 13:36

alcioNapoli24.it denuncia Facebook per danni e violazione della privacy. Ricorsi d'urgenza all'Antitrust e Agcom per pubblicità ingannevole e clausole vessatorie: "Lo avrete sicuramente notato tutti. Facebook è cambiato: le notizie e gli aggiornamenti di stato dei nostri amici, non si vedono più come prima e, in alcuni casi, non si vedono per niente. La Home, o meglio, il newsfeed, è letteralmente invaso da pubblicità. Motivo? Ve lo spieghiamo noi, ma partiamo dall'inizio. "E' gratis e lo sarà per sempre". E' questo lo slogan che campeggia sulla schermata d'accesso di Facebook, il social network più popolare al mondo. Recentemente la creatura di Mark Zuckerberg ha tagliato il traguardo del miliardo di utenti.  "Connetteremo il mondo", ha dichiarato il fondatore dal quartier generale di Palo Alto, ma con il bluff a sorpresa rispetto alle premesse: "A pagamento". Ma come? Non era gratis per sempre? Spuntano così, tra le condizioni d'uso, clausole modificate ad arte e senza preavviso come la legge prevede. Una di questa recita: "Non garantiamo che la piattaforma resterà gratuita per sempre". Complice la scelta di approdare a Wall Street per quotarsi in borsa, svolta che ha comportato la perdita del 50% di capitalizzazione iniziale, e spinti dalla pressione di numerosi investitori, i dirigenti del Social hanno deciso così di stravolgere le regole che sono alla base della creazione originale del format che ha cambiato la comunicazione. Oltre alla presenza di innumerevoli clausole vessatorie e alla violazione della privacy, grazie alla quale i dirigenti hanno accesso ad informazioni personali che poi rivendono a terzi per scopi commerciali senza la previa autorizzazione dei singoli, si sono inventati uno strumento molto discutibile per monetizzare ulteriormente. Quale? Il "post sponsorizzato", ovvero un post fino a tre mesi fa gratuito, oggi oneroso e poco efficace per tutte le aziende, i brand e le associazioni no profit, che veicolavano le proprie informazioni e notizie dalla propria fanpage per farle arrivare a tutti coloro che avevano spontaneamente cliccato sul famoso "mi piace" perchè interessati a ricevere gli aggiornamenti. Detto in soldoni e in parole povere, ogni passo che bisogna fare su facebook per informare i fan, ora è a pagamento con costi salati, salatissimi e fuori da ogni logica commerciale per la scarsa aderenza alle esigenze di rapidità di diffusione e per un ritorno che non c'è soprattutto per quelle notizie che, pagando, raggiungono potenzialmente (ma è tutto da verificare) un buon numero di fan nell'arco di tre giorni, e che, nel frattempo, hanno perso la loro 'freschezza'. Lo spazio gratuito, quel poco che resta, ha subito una limitazione dal 50 all' 85%. E questo dato riguarda non solo le fanpage, ma anche le bacheche dei privati. Calcionapoli24.it, testata giornalistica on line  ha provato da giugno ad avere colloqui con la sede commerciale di Milano. I tanti inviti al dialogo per trovare un'intesa che potesse far da apripista per tutta la categoria dei professionisti dell'informazione, sono caduti nel vuoto. Tra rimandi, dimenticanze, appelli snobbati da parte dello staff, censure su Facebook per mano del Country Manager Luca Colombo, ad oggi la situazione va via via peggiorando diventando quasi drammatica con perdite che si aggirano intorno al 70% rispetto al traffico precedente. Per tali motivi il nostro editore ha dato mandato ad un pool di avvocati di fare ricorso d'urgenza ad Agcom e all'Antitrust per pubblicità ingannevole e clausole vessatorie. In più è stato depositato in Tribunale un atto di citazione nei confronti di Facebook Ireland per danni e violazione della privacy.  Anche in tal caso abbiamo provato a colloquiare con la sede operativa di Dublino, ma i risultati lasciano molto a desiderare ed evidenziano una chiusura totale su ogni fronte. Facebook, ormai è evidente, si è chiuso a riccio perdendo la sua natura social in favore di un business prevaricatore e assolutista che, in questi termini, non è accettabile in quanto classista ed economicamente snob perchè taglia, di fatto, la media e piccola impresa. Nelle scorse settimane, inoltre, il problema è stato sottoposto al vaglio dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti con un apposito esposto, protocollato e inoltrato anche all'Ordine Regionale della Campania, in cui viene spiegata la vicenda nei minimi dettagli.  Facebook, dunque, è chiamato a rispondere. Le scelte sono diverse: fare dietrofront ripristinando il vecchio algoritmo, oppure risarcire adeguatamente tutti coloro che per anni hanno investito e lavorato in maniera certosina per aggregare un cospicuo numero di fan di cui poi si sono illegittimamente appropriati (e che vengono smistati a loro piacimento in ogni dove e senza approvazione), oppure ancora studiare formule commerciali adatte alle esigenze e alle possibilità di ogni singola azienda o privato. Il nostro intento è arrivare ad un accordo che dia piena soddisfazione alle parti spingendo per la creazione di un'interfaccia per tutti gli organi di informazione, evitando così di percorrere la strada di una class action.".

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di Redazione
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