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Nello staff di ricerca anche un scienziata italiana

Calvizie, ecco il gene che causa la caduta dei capelli


Calvizie, ecco il gene che causa la caduta dei capelli
15/04/2010, 19:04

NEW YORK- La "sindrome di mastrolindo" colpisce ogni anno milioni di persone e causa non poche noie agli uomini di tutte le età. Scientificamente, esiste una patologia molto simile che però ha un nome molto meno simpatico ed è meno conosciuta: ipotricosi simplex. Tale malattia ereditaria e quindi di origine genetica è responsabile della caduta copiosa dei peli (che fin dall'infanzia risultano poco robusti) e, in diversi casi, anche di quella dei capelli; con realativa "creazione" di capoccioni luccicanti e chieriche da molti considerate decisamente antiestetiche.
Grazie ad una ricerca della Columbia University di New York, però, si è riusciti a beccare il gene che si nasconde dietro tale malattia e, con buone possibilità, gli scienziati saranno dunque in grado di inibirlo. Tale disfunzione, molto simile all'alopecia androgenetica o calvizie maschile, procura in pratica un restringimento eccessivo del follicolo del pelo o, in alcuni casi specifici, dei capelli. In tal modo peli e capelli trovano più difficolà durante la nascita e la crescita; risultando fragili e particolarmente inclini alla caduta. 
La ricerca è di anima americana ed è stata infatti diretta dalla dottoressa Angela M. Christiano. Nello staff che ha individuato il gene responsabile della patologia (che si trova all'interno del cromosoma 18) c'è però anche l'italianissima Serena Belli, dell'Azienda Provinciale Sanitaria di Trento. Gli studiosi sono infatti riusciti a scoprire il gene che, nei casi di  ipotricosi, risulta modificato rispetto alla sua struttura originaria (e sana). Il "cattivo" si chiama precisamente APCDD1 e, secondo la Christiano, la sua individuazione è di fondamentale importanza visto che, in tempi che potrebbero rivelarsi anche relativamente brevi, la sua stretta osservazione potrebbe portare alla produzione di un vero e proprio farmaco capace di correggere l'errore di dna contenuto all'interno del cromosoma 18 difettoso.

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di Germano Milite
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