Salute e benessere / Salute

Commenta Stampa

Cancro prostata, da specialisti secco no a chirurgia preventiva


Cancro prostata, da specialisti secco no a chirurgia preventiva
13/06/2013, 11:27

FIRENZE - ''No allo screening genetico di massa e alla chirurgia preventiva su organi sani per evitare l'insorgenza di eventuali tumori''. E' questo l'appello che lanciano gli esperti della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO),  durante il XXIII Congresso Nazionale in corso a Firenze. Dopo il clamoroso caso di Angelina Jolie e quello del manager londinese che si e' fatto togliere la prostata sana per scongiurare la possibile insorgenza di un tumore, gli uro-oncologi italiani intervengono per evitare anche nel nostro paese il rischio dell’effetto-emulazione.

''E' vero, le ultime ricerche - afferma Giario Conti, Presidente SIUrO - hanno dimostrato che l'alterazione, tramite mancate riparazioni del Dna, del gene Brca 2 nel maschio aumenterebbe il rischio relativo di sviluppare il tumore di 9 volte circa rispetto alla popolazione normale.

Tendenzialmente i tumori dovuti ad alterazioni genetiche sono più aggressivi, più veloci e danno più facilmente origine a metastasi. Ma a differenza di quello che accade per il tumore al seno e alle ovaie, dove la probabilità e' molto alta e dove esistono dei percorsi medici precisi, per il tumore della prostata le conoscenze attuali non sono assolutamente tali da garantire la correlazione tra l'alterazione dei geni e l'insorgenza del tumore''.

Il test genetico va richiesto solo per coloro che hanno, in famiglia, diversi casi di tumore aggressivo della prostrata, ossia quando c'e' una forte familiarità e si sospetta la presenza di uno di questi due geni. Pertanto, sotto queste condizioni, l'utilità dello screening genetico di massa perde di significato.

''La presenza di un'anomalia genetica non rappresenta la certezza di sviluppare il tumore della prostata - prosegue Alberto Lapini, Presidente del XXIII Congresso Nazionale SIUrO - e non giustifica in alcun modo una scelta così radicale qual e' l'asportazione della prostata''.

''Non bisogna quindi creare allarmismi e farsi prendere dalla paura - conclude Conti - ogni caso va preso in considerazione singolarmente. L'asportazione di una prostata sana e' incomprensibile e non condivisibile. L'eccesso di precauzione e' dannoso e rischia di esporre a indesiderate conseguenze di operazioni perfettamente evitabili''.

Commenta Stampa
di Felice Massimo de Falco
Riproduzione riservata ©