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Domani i risultati dell'Arpac sulla qualità dell'acqua

Capri, l’agosto nero della Grotta Azzurra


Capri, l’agosto nero della Grotta Azzurra
25/08/2009, 18:08

Non è stato di certo un bell’agosto, quello che ormai volge al termine, per la famosissima Grotta Azzurra di Capri. Il monumento naturale, salito alla ribalta della cronaca non per interessi turistici ma per scempi ambientali, è stato oggi chiuso per alcune ore in modo da consentire ai tecnici dell’Arpac i rilievi che stabiliranno se il livello di inquinamento dell’acqua supera i limiti tollerati.
La cosiddetta ‘ottava meraviglia del mondo’ ha dovuto fare i conti, subito dopo Ferragosto, con i dipendenti di una ditta di espurghi di Castellammare che, invece di riportare i liquami sulla terraferma per poi smaltirli, avevano trovato un sistema economico quanto nefando: sversare direttamente tutto in acqua, accanto alla Grotta Azzurra. Nella circostanza due uomini, Salvatore Guerriero e Salvatore Criscuolo furono arrestati con l’accusa di deturpamento di bellezze naturali e illecito smaltimento di rifiuti fognari in zona sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico; attualmente sono ai domiciliari, e, dopo il processo iniziato oggi, sono in attesa della nuova udienza fissata per l’8 settembre.
Il 19 agosto Ciro De Martino, titolare de “I bagni di Tiberio”, uno dei più noti ristoranti di Capri, è stato sorpreso su un gozzo mentre, insieme al suo dipendente Fernando Warnakulasuriya Jaude Kumar, infrangeva bottiglie di vetro lasciando che i cocci si depositassero sul fondale; i carabinieri, durante i successivi sopralluoghi, hanno accertato che quello specchio di mare conteneva oltre tre metri cubi di cocci di vetro.
Due giorni fa, infine, le forze dell’ordine hanno scoperto una piantagione di cannabis a poca distanza dalla Grotta Azzurra. I problemi non sono però finiti ed infatti oggi la Grotta è stata chiusa per alcune ore, dopo la comparsa di schiuma bianca ed odore nauseabondo che hanno provocato anche malori ad una decina di barcaioli. Formalmente la Grotta non è stata sequestrata, ma soltanto chiusa per consentire i prelievi dell’Arpac, e infatti è tornata accessibile dopo alcune ore. Spetterà al sindaco, d’intesa con la Soprintendenza ai Beni culturali ed architettonici, decidere, probabilmente dopo il responso dell’Arpac, se chiudere o meno il monumento naturale. Gli esiti degli esami potrebbero arrivare già domani.

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di Nico Falco
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