Salute e benessere / Salute

Commenta Stampa

Una ricerca australiana riporta al passato

Carote viola: l'antiossidante persiano


Carote viola: l'antiossidante persiano
10/08/2010, 10:08

Originariamente la carota era viola, veniva dall’antica Persia. Cinque secoli fa gli olandesi la modificarono in onore della dinastia regnante Orange, e diventò arancione, facendole perdere le sue preziose qualità antinfiammatorie e antiossidanti.
Lo hanno scoperto scienziati australiani, che in esperimenti su topi di laboratorio hanno dimostrato la capacita' della carota viola di contrastare gli effetti della malsana dieta occidentale.
Nelle sperimentazioni gli studiosi dell'University of Southern Queensland, guidati dal professore di scienze biomediche Lindsay Brown, hanno alimentato con una dieta ricca di grassi e carboidrati i topi, che in breve tempo sono ingrassati, hanno contratto pressione alta e intolleranza al glucosio (pre-diabete) e subito danni al fegato e al cuore.
Nei due mesi successivi gli scienziati hanno aggiunto al cibo succo di carote viola e i risultati, pubblicati sul British Journal of Nutrition, hanno sorpreso gli stessi ricercatori.
''Tutto e' tornato normale, pur continuando quella dieta assolutamente terribile'', scrive Brown. A confronto con le carote arancione, quelle viola hanno un contenuto fino a 28 volte maggiore del composto antocianina, l'antiossidante che crea il pigmento viola-rosso nei mirtilli, nei lamponi e in altre bacche commestibili.
Sono gia' note le loro qualita' antiossidanti, che contrastano l'azione dei radicali liberi e quindi l'invecchiamento, spiega lo scienziato.
Il loro effetto di contrasto alla cattiva dieta indica che sono anche antinfiammatorie.
La prossima fase sara' la sperimentazione umana, ma intanto l'estratto di carote viola gia' vende bene in farmacia. Brown avverte che le carote viola, o il loro estratto, vanno comunque combinati con una dieta moderata ed esercizio fisico.

Commenta Stampa
di Elisabetta Froncillo
Riproduzione riservata ©