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CELLULE STAMINALI DA CORDONE OMBELICALE: IN PIEMONTE AUMENTO DEL 50% DELLE CONSERVAZIONI PRIVATE NEGLI ULTIMI 3 MESI


CELLULE STAMINALI DA CORDONE OMBELICALE: IN PIEMONTE AUMENTO DEL 50% DELLE CONSERVAZIONI PRIVATE NEGLI ULTIMI 3 MESI
03/11/2008, 08:11

Nella sola regione Piemonte, le richieste di mamme che hanno voluto crioconservare le cellule staminali del loro cordone ombelicale per il figlio sono aumentate di oltre il 50 per cento solamente negli ultimi tre mesi. Questo è emerso ieri a Cuneo nel corso dell’incontro organizzato dal Lions Club Busca e Valli di Cuneo in collaborazione con Genico, società svizzera che si occupa della crioconservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale.

La grande partecipazione che è stata registrata al Filatoio di Caraglio (Cuneo) è il primo segno di una diffusa sensibilità esistente. Parlare di cellule staminali da cordone ombelicale e parto indolore non solo è toccare due temi di stretta attualità, ma anche incentivare un dibattito che passa dalla sfera scientifica a quella etica, da quella normativa e approda in quella affettiva. «Sono temi che molto sentiti e sui quale non c’è ancora abbastanza informazione», ha introdotto Gianmario Flego, presidente del Lions Club Busca e Valli, davanti ad un’attenta platea di oltre 140 persone tra le quali figuravano anche il past governatore Lions, Fausto Vinay, e i rappresentanti dei Club di Borgo San Dalmazzo, Carrù Dogliani e Cuneo. «Il ruolo del Lions è anche quello di favorire una crescita sotto il profilo culturale e scientifico su argomenti delicati».
Soprattutto per le cellule staminali, la delicatezza deriva dall’attuale situazione normativa: la legislazione italiana permette la donazione a fini allogenici di sangue del cordone ombelicale per l’estrazione di cellule staminali. La crioconservazione autologa, ovvero privata, delle cellule staminali è invece fattibile utilizzando centri di conservazione esteri previo nulla osta da parte del Ministero della Salute. «Con le cellule staminali si possono curare oggi malattie del sangue e del sistema circolatorio come anemie, leucemie, tumori e rigenerazione del tessuto infartuato del miocardio», ha ricordato Paolo Bassanini, biologo e direttore di Genico, società svizzera che si occupa di crioconservazione. «Inoltre, queste cellule possono essere usate per terapie anche su altri organi». Raccoglierle dal sangue del cordone ombelicale comporta alcuni vantaggi: «Non ci sono rischi nel prelievo e si hanno a disposizione cellule staminali pluripotenti, che possono quindi essere utilizzate per una serie di terapie. Le cellule staminali da cordone ombelicale assicurano un grado di compatibilità del 100 per cento per il bambino; già con un fratello o una sorella le probabilità di essere compatibili scendono a una su quattro e tendono a diminuire con l’allontanarsi del grado di parentela». La probabilità di trovare un donatore compatibile nel sistema pubblico è 1/50.000. Un messaggio che sempre più genitori stanno recependo, in particolare nel nord ovest d’Italia.
L’ospedale S.Croce e Carle di Cuneo - come testimoniato, durante la serata organizzata dai Lions e da Genico, da Pierdino Rattazzi, direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia, Antonio Guelfi, responsabile Servizio reparto Ostetricia, Bruno Favilla, responsabile Servizio Ecografia reparto di Ostetricia e Ginecologia e Federica Ferrero, ostetrica, capo reparto di Ostetricia - recentemente ha messo a disposizione un servizio di crioconservazione di cellule staminali da cordone ombelicale ma secondo le previsioni normative: in famiglia deve esserci una persona affetta da una malattia genetica. Inoltre, dal luglio scorso ha adottato i protocolli per poter offrire il parto indolore alle mamme che ne fanno richiesta.
 

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di Redazione
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