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Cellulite: una dieta drastica può peggiorarla


Cellulite: una dieta drastica può peggiorarla
28/02/2012, 14:02

«Attenzione alle soluzioni fai-da-te. Per combattere il fastidioso inestetismo serve una combinazione di trattamenti, dieta personalizzata e attività fisica» dice Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano

Una dieta troppo drastica non fa scomparire la cellulite: anzi, può accentuare il problema. Parola di Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano socio del Sicpre ed esperta di trattamenti estetici per la cura del corpo.

«Anzitutto sfatiamo un falso luogo comune: essere sovrappeso non è la causa diretta della cellulite, piuttosto è una questione di massa grassa e magra - afferma Gilardino -. La cellulite compare infatti anche in soggetti normopeso o con un sovrappeso modesto, soprattutto se si fa poca attività fisica, si soffre di ritenzione idrica e si ha una cattiva circolazione». In parte è un problema di costituzione:«Sono più soggette le donne con un fisico mediterraneo, ossia con adiposità localizzate sui fianchi e sulle gambe, mentre è più difficile che compaia nelle donne magre, con tendenza ad ingrassare sulla pancia» aggiunge la dottoressa.

Anche se le persone decidono di affrontare il problema solo per un approccio estetico, la cellulite è una vera e propria patologia, che richiede la supervisione di uno specialista per evitare errori grossolani. «Uno degli errori più comuni del fai-da-te è seguire diete ferree, nell'erronea convinzione che con il peso scompaia anche l'inestetismo - afferma la dottoressa -. Tuttavia, con una dieta ipocalorica drastica si rischia di perdere anche il muscolo, dunque la massa magra, e la cellulite può addirittura acutizzarsi, perché i tessuti cutanei si afflosciano se il muscolo sottostante non li sostiene». Molto importante, poi, è intervenire il prima possibile: «La cellulite inizia a comparire attorno ai 18-20 anni ed è molto difficile che sparisca da sola - prosegue -. Anzi, con il tempo peggiora e diventa sempre più difficile da trattare».

La soluzione proposta da Patrizia Gilardino, messa a punto grazie ad anni di attività ed esperienza, prevede una triplice azione: dieta personalizzata, attività fisica e trattamenti estetici mirati. «La cura comincia con una visita approfondita, durante la quale si misura la massa grassa e quella magra grazie a un apposito strumento, l'adipometro, uno speciale ecografo che funziona come uno scanner misurando tessuti muscolare e adipe - spiega il chirurgo milanese -. Conoscere la componente grassa e magra della paziente è un dato fondamentale, in quanto permette di vedere cosa c'è sotto ed è molto più significativo rispetto a una misurazione in centimetri. I risultati sono elaborati direttamente al computer attraverso un algoritmo e questo permette di controllare le fasi successive». Alla paziente si prescrive quindi una dieta proteica o a zona, per mantenere il giusto apporto calorico, che deve essere abbinata ad attività fisica regolare e a sedute con macchinari specifici, Icoon e Triactive, di solito una volta alla settimana. Quindi ogni tre mesi si effettua il controllo, durante il quale si misura la massa: se quella grassa diminuisce e quella magra si mantiene costante, vuol dire che la strada intrapresa è quella giusta. I primi risultati si vedono dopo un mese, mentre il trattamento ne dura almeno due.

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di Redazione
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