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L'inizio promette bene, ma l'origine del tutto è lontana

CERN: scoperta la particella di Dio, ma il creatore non si vede

Una teoria che non trova più applicazione

CERN: scoperta la particella di Dio, ma il creatore non si vede
03/07/2012, 10:07

E’ stata trovata la particella di Dio a 52 anni dalla sua scoperta, ma non è detto che sia stato il cretore a formarla. Il tutto è nato dallo studio dell’allora giovane prof Higgs, oggi 84enne, che sarà presente alla cerimonia di presentazione della sua prima ragione di vita da illuminato della scienza. Il bosone di Higgs è stato studiato per anni dopo che si è arrivati alla conclusione che l’universo si sia generato da una particella elementare che, una volta esplosa, ha creato tutto quello che noi oggi vediamo. Una teoria azzardata che non trova riscontro nella logica delle cose. Come può un universo generarsi da una simile particella? E’ come dire che l’uomo si è evoluto dalla scimmia senza però superare i dogmi ed i difetti della teoria dell’evoluzione Darwiniana. Purtroppo per noi, mancano all’appello circa 800 milioni di anni per vedere tramite i nostri telescopi spaziali cosa avvenne precisamente 13 miliardi di anni fa circa nelle zone remote ed oscure dell’universo. Certamente la scoperta di oggi non sarà inutile per la scienza, ma dire che si è sciolto il veto sulle teorie che riguardano la formazione dell’universo, questo sì che corrisponde ad un iperbole. L’annuncio è proporzionato alla spesa sostenuta per arrivare a questa conclusione, che ha portato i ricercatori a costruire un laboratorio nel sottosuolo di Ginevra con un acceleratore di particelle annesso da diversi km. Il tutto per consentire alle particelle di sfrecciare al 99,9 % della effettiva velocità della luce (pari a 300.000 km/s) consentendo ai ricercatori, tra cui molti italiani presenti nello staff, di scindere la materia dall’antimateria: elemento fino a poco fa invisibile agli occhi di noi poveri mortali che è alla base del nostro universo. Ma dove è che si sbagliano gli scienziati? Semplice… come già anticipato in precedenza, è inimmaginabile che tutto quello che ci circonda si sia formato da un’unica particella compressa, densa, da contenere tutte le informazioni presenti nel nostro universo. Sarebbe più logico immaginare che, invece di un’esplosione, sia accaduta una fuoriuscita di informazioni da uno spazio temporale proveniente da un altro universo o dallo stesso cosmo. Infatti, mentre ci si fossilizza sulle vecchie teorie che non sono legge, ma teorie appunto, c’è chi ha immaginato un prologo diverso che oggi è sotto gli occhi di tutti, ma è ancora sconosciuto vista l’arretratezza della nostra stirpe. Sto parlando di un buco nero. Il buco nero è una zona dello spazio dove la fisica che conosciamo perde tutte le sue nozioni di base e sovverte le teorie di anni ed anni di storia della scienza. Il buco nero è così denso che risucchia tutto ciò che si trova intorno alla sua massa. Nessuno ha mai capito dove vanno a finire le informazioni contenute in esso e questo ci rende ancora incapaci di comprendere questo strano ed agghiacciante fenomeno dell’universo. Ma l’errore sta proprio in questa parola: universo. Chi ci dice il cosmo sia unico e non esistano altri universi paralleli? E cosa ci nega di pensare che i buchi neri non siano solo attori di un processo di spostamento di particelle tra un universo ed un altro strettamente collegati tra di loro? Se consideriamo che i buchi neri sono presenti in tutte le galassie, per di più al loro centro, possiamo dire anche che l’universo è unico e che in questi miliardi di anni esplosioni in altre parti dell’universo siano state il fenomeno di espansione naturale del cosmo permettendo alle particelle di essere “catapultate” o “proiettate” in avanti nel tempo. Dire quindi che Higgs ha scoperto la particella creata da dio per generare quello che noi oggi siamo è sicuramente sbagliato, ma questo non significa che la scoperta non sia davvero eccezionale se, dico se, ci saranno benefici in termini tecnologici per la razza umana. Dio, se esiste, si è fatto scoprire in così poco tempo … e perde il suo valore storico.

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di CoScienza
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