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Aumentano del 30 per cento

Chirurgia estetica, è boom di cause contro i medici

L'esperto:"Non sempre aspettative proporzionate a risultati"


Una scena del film 'La morte ti fa bella'
Una scena del film "La morte ti fa bella"
07/09/2012, 21:17

Avete presente il film “La morte ti fa bella”? Se non lo avete presente, un breve ragguaglio su youtube potrebbe aiutarvi. Ma basterebbe anche solo guardarsi intorno: labbra a canotto, zigomi da mummia, asimmetrie del volto dovute a ritocchini fatti male. E ci sono anche punture di bolutino effettuate utilizzando prodotti non più a norma o semplicemente una cicatrice diventata nel tempo troppo evidente.
Dunque, che si fa? Si fa causa: “Negli ultimi dieci anni c'è stato un aumento del 30% di procedimenti civili a carico di chirurghi plastici ed estetici. E si sta registrando anche una crescita, molto preoccupante, di cause penali”. E' la stima fatta da Lucio Cappelli, vicepresidente della Società italiana di chirurgia plastica forense (Sicpf) e consulente del Tribunale di Roma.
"Le richieste di risarcimento - spiega Cappelli - arrivano anche a centinaia di migliaia di euro, ma difficilmente il giudice stabilisce cifre che vanno oltre i 20-40 mila euro”. Si tratta, spiega Cappelli, di danni che si possono sistemare con un altro intervento. Questo non vuol dire, però, che i danni siano cosa da poco. Tra i danni più gravi di una operazione mal riuscita c’è la lacerazione delle ghiandole mammarie in un’operazione di mastoplastica, tra le più richieste dalle donne insoddisfatte del loro decolleté.  
Ma denunce con risarcimento danni da migliaia di euro fioccano anche per cicatrici e affini.  "Negli ultimi anni sta emergendo un nuovo fenomeno – afferma il medico -  che preoccupa molto i chirurghi: l'aumento delle denunce penali nei loro confronti. Questo perché - precisa - le pratiche costano solo 14 euro e gli avvocati dei pazienti tendono a preferire questo tipo di procedura per mettere paura al medico, che potrebbe rischiare, se giudicato colpevole di dolo volontario, anche 3 mesi di carcere con la condizionale”.
C’è un boom di denunce, secondo Cappelli, perché “purtroppo non sempre le aspettative dei pazienti sono proporzionate ai risultati ottenibili o ottenuti”. 

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