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Chirurgia estetica al maschile: nord batte sud


Chirurgia estetica al maschile: nord batte sud
11/01/2010, 11:01

Ringiovanire con la medicina? Una questione anche geografica; soprattutto quando si parla di uomini. Da nord a sud infatti cambiano le richieste che vengono presentate ai chirurghi estetici. E cambiano anche i numeri: al nord c'è una maggiore attenzione al proprio aspetto fisico e gli uomini non si fanno molti problemi a rivolgersi ad un medico professionista della bellezza. Al sud invece, rimane la stessa attenzione, ma davanti alla prospettiva di un ritocchino, qualche remora c'è ancora. «Nella mia esperienza, quando si parla di trattamenti estetici ho notato una netta differenza di mentalità tra il nord e il sud del Paese, soprattutto per quanto riguarda gli uomini», dice il chirurgo plastico bolognese Alessandro Gennai, socio dell'Eafps (European Academy of Facial Plastic Surgery). «Al sud cinque pazienti su cento sono uomini; al nord invece questo rapporto viene stravolto: i pazienti maschi superano il 20 per cento».
Gennai non ne fa una questione di maggiore o minore vanità, quanto di diverso approccio. «Al nord la chirurgia plastica è più diffusa e accettata socialmente; al sud sembrano permanere maggiori riserve. Questa differenza emerge anche guardando alle richieste di lifting: al sud, dove sono poco praticati, c'è un certo pudore nel far vedere che si è sottoposti a un ritocchino. Così, anche una normale rinoplastica, intervento ormai "sdoganato" nel pensiero comune, viene fatta passare più come un intervento di carattere funzionale piuttosto che estetico. Al nord questo freno è sentito in maniera minore, quindi la possibilità di rivolgersi ad un chirurgo plastico per cancellare qualche ruga o i segni del tempo, viene presa in considerazione come una possibilità reale, di cui non occorre "rendere conto" a livello sociale».
Tutto questo, nonostante in media i costi degli interventi siano più bassi al sud rispetto al nord, «parliamo di una differenza che si aggira intorno al 30 per cento», ricorda Gennai.
«Al nord molto richieste sono le iniezioni di botulino e acido ialuronico per spianare le rughe, e il lifting che, grazie alle tecniche mini-invasive, richiede tempi di recupero ridotti, meno cicatrici e meno dolore (gli uomini lo sopportano meno delle donne)». Infatti, già la società di medicina estetica Agorà ha monitorato che filler, laser, rivitalizzanti, botulino sono concentrati soprattutto al nord: qui viene svolta più della metà (58%) dei trattamenti di medicina estetica. Le richieste che arrivano dal sud e dalle isole si fermano invece al 16% circa del totale nazionale.
Oltre alla quantità, differenze emergono anche per quanto riguarda gli interventi di chirurgia estetica. Riferisce Gennai: «Nella mia esperienza, al nord gli interventi al seno -solitamente per crescere di qualche taglia o per rassodare- sono i più richiesti. Quindi, liposuzione, lifting e rinoplastica. Al sud, l'attenzione si concentra sulla liposuzione, dettata anche dai problemi di carattere fisico che questa può provocare; quindi interventi al seno e rinoplastiche. Pochi i casi di lifting».

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di Redazione
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