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Nei guai un 61enne carrarese

Chiuso Thule Toscana, il sito web negazionista


Chiuso Thule Toscana, il sito web negazionista
21/04/2009, 03:04

Fino a pochi giorni fa cliccando sull’indirizzo internet www.thule-toscana.com si accedeva ad un sito che aveva fatto del concetto di superiorità razziale il suo cavallo di battaglia. Il curatore, identificato come un 61enne carrarese, pur dichiarando nell’homepage di non aver nessun fine politico, aveva pubblicato numerosi link e foto tesi a provare la superiorità della razza ariana e a dimostrare come, secondo lui (ed i negazionisti) l’Olocausto non è altro che un enorme imbroglio, un cumulo di fandonie costruito per chissà quale motivo. La segnalazione dell’esistenza del sito (già ‘visionato’ un anno fa dal blog ‘Perle Complottiste’, che raccoglie tutte le ‘perle’, appunto, dei vari complottasti e negazionisti in rete) è arrivata alla magistratura e così una squadra della Digos di Livorno è arrivata a casa del sessantunenne per gli accertamenti. Ovviamente ‘Erwin Thule’, questo il nickname usato dal gestore del sito, non è il solo a sostenere queste teorie: le schiere di ‘negazionisti’ sono più nutrite di quanto si possa credere, e lo testimoniano i diversi forum internet già in protesta per aver preso provvedimenti verso questo ‘cercatore di verità’

Le prime verifiche hanno appurato che il server d’appoggio si trovava in provincia di Arezzo, circostanza che ha spostato l’inchiesta dalla città labronica al pm Julia Maggiore, che ha indagato il titolare del dominio web ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 654 del 13 ottobre del 1975, quella cioè che punisce chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale; il pm ha inoltre disposto il sequestro del sito principale e di altri quattro in qualche modo ad esso collegati ed ha dato mandato di perquisire l’abitazione carrarese del 61enne Giuseppe Poggi. Il nome del gestore del sito, del resto, era già noto: bastava lanciare un ‘whois’ per conoscere le generalità dell’intestatario del dominio.

Durante la perquisizione gli agenti della Digos di Livorno, insieme ai colleghi di Massa, hanno trovato alcuni libri di Carlo Mattogno (uno dei ‘guru’ del negazionismo italiano) dal titolo inequivocabile, come “Auschwitz, fine di una leggenda” o “Auschwitz un caso di plagio” ed altri libri di Richard Harwood (altro ‘ricercatore di verità’ con palesi tendenze al negazionismo) come “Ne sono morti davvero sei milioni? Breve introduzione al revisionismo olocaustico”. Oltre ai libri, gli agenti hanno sequestrato anche un computer, una bandiera tricolore con al centro una croce uncinata, una bandiera della decima Mas e un paio di stampe e una foto raffiguranti Adolf Hitler.


Ma chi è Erwin Thule, il proprietario del sito?

Nell’introduzione del sito internet, definito dal suo curatore “un sito per tutti e per nessuno”, alla sezione foto si leggeva “Ama e rispetta il tuo simile. Questa sezione di foto contiene immagini attuali di giovani europei, contiene pure immagini degli anni 30-40 che testimoniano la trasmissione dei caratteri ereditari con il susseguirsi delle generazioni. Non ci sembra necessario nessun “apporto” di altri caratteri! La perfezione esiste... conserviamola”.

Ma c’è ovviamente dell’altro. Molte pagine erano infatti dedicate a ‘inchieste’ che provavano, secondo il 61enne carrarese, che quasi tutto quello che sappiamo sulla Shoa è in realtà un falso. Niente camere a gas, niente sterminio premeditato, niente di niente. Facendo un parallelismo con le ‘bugie di guerra’ diffuse dai governanti in tempi passati contro gli stranieri (che di volta in volta ‘mangiavano i bambini’ oppure ‘facevano il sapone coi prigionieri’), per Erwin Thule lo stesso Olocausto non era altro che una enorme bugia creata ad arte (e nemmeno tanto, visto che a quanto pare era facile da smascherare) per gettare fango sul nazismo.

Una sorta di lotta contro la ‘versione ufficiale’, che accomuna i negazionisti con i complottisti dediti a ‘smascherare’ le altre centinaia di cospirazioni che, secondo loro, si consumano ad ogni angolo del pianeta. Proprio su un sito complottista, il famoso Luogocomune di Massimo Mazzucco, Erwin Thule era spesso intervenuto esplicitando le sue inequivocabili convinzioni. A riportarlo, ancora una volta, il blog ‘Perle Complottiste’ in un articolo del 25 febbraio 2008.

Erwin Thule su Luogocomune parla di “Olofavola dei 6 milioni di pretesi sterminati”, spiega che gli ebrei erano d’accordo ad essere marchiati (“resta il fatto che tali stelle furono INVOCATE e BEN ACCETTATE dagli ebrei tedeschi”), parla apertamente di “falsificazione della Storia” e spiega che “le gaskammern, il piano di sterminio, i 6.000.000” non sono altro che un “mantra” senza fondamento. Punto forte della sua teoria, il fatto che, secondo lui, non ci sarebbero prove che dimostrerebbero l’ordine di sterminio, la pianificazione dello sterminio e la costruzione delle camere a gas. L’obiettivo finale è ovviamente la riabilitazione del nazionalsocialismo, esperienza politica “sconfitta militarmene, non politicamente, in ogni senso”.

Ma Erwin Thule, come ricordava sul proprio sito, non era certo antisemita. “Il semitismo è l’insieme di Arabi ed Ebrei, - scriveva, - antisemitismo significa essere contro queste popolazioni. Non abbiamo alcunché contro gli Arabi, di conseguenza non siamo antisemiti”.

E contro gli Ebrei, Thule?

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di Nico Falco
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