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Coldiretti Campania, vogliamo mappa precisa dei siti inquinati


Coldiretti Campania, vogliamo mappa precisa dei siti inquinati
08/10/2013, 14:14

NAPOLI - ''Dobbiamo conoscere con precisione quali sono i siti inquinati, è un diritto di noi tutti campani. Vogliamo una mappa precisa e dettagliata di questi luoghi. E vogliamo anche sapere cosa si intende fare, quando si comincerà ad affrontare questa immane tragedia e con quali risorse lo si intende fare. L'incertezza alimenta solo il partito degli speculatori e uccide l'immagine e l'economia della nostra regione che è già così tremendamente martoriata''. Il presidente e il direttore di Coldiretti Campania, Gennarino Masiello e Prisco Lucio Sorbo, tornano sulla questione legata alle terre inquinate da sversamenti di rifiuti tossici.
''Il presidente della Regione, Stefano Caldoro - dicono i vertici di Coldiretti - ha diffuso dei dati agghiaccianti. Ha parlato di 80 anni per bonificare solo i territori dell'area Nord di Napoli riferendosi a una relazione della Procura della Repubblica. Ma quali sono questi territori? - dicono Masiello e Sorbo - Cosa diciamo ai figli di quelle terre? Diciamo loro di scappare, di abbandonare per sempre questi territori per andare altrove? Il compito delle istituzioni, a qualsiasi livello, è quello di dare delle risposte. Non è più possibile allontanare il problema, lo si deve affrontare con decisione. Ed è per questo che ribadiamo - dicono i vertici di Coldiretti - la necessità immediata di conoscere con precisione quali sono questi territori inquinati''.
Masiello e Sorbo sottolineano che in Campania sono 500mila gli ettari di terreni coltivati.
''Quanta parte di questo sconfinato territorio è realmente avvelenata? - domandano - Vogliamo conoscere con precisione quali sono le aree e i campi, ettaro dopo ettaro. Quando ci verrà spiegato saremo in prima linea per dare il nostro contributo, per far rinascere questi territori con un nuovo modello di sviluppo. E avremo anche il coraggio, se sarà necessario, di isolare queste zone, di trovare soluzioni alternative all'agricoltura. Per anni - proseguono Masiello e Sorbo - ci hanno costretti a rinunciare ai nostri terreni in favore dell'edilizia o dell'industrializzazione, di certo non ci spaventerà farlo ancora se qualcuno ci dimostra che è in ballo la salute dei cittadini. Prima però pretendiamo di uscire dall'incertezza, in questo modo si continua solo a fare il gioco di chi approfitta di questa immane tragedia e specula sulla pelle di imprese e consumatori''.

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di Ilaria Nacciarone
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