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Le nuove scoperte aprono uno spiraglio al contatto

Come cambia lo spazio: Alieni e migliaia di pianeti


Come cambia lo spazio: Alieni e migliaia di pianeti
13/04/2010, 11:04

Quando l’umanità ha appreso una visione cosmocentrica, gli scienziati hanno iniziato ad avanzare l’ipotesi che non siamo soli nell’universo che ci circonda. Adesso ci troviamo di fronte a delle scoperte che non si basano più su dei calcoli numerici che riguardano lo spazio, come quella dell’esistenza di vita aliena in uno dei tanti pianeti simili alla Terra in una delle migliaia di miliardi di galassie esistenti, bensì ci affacciamo quotidianamente ad un ambito fatto più di certezze che di calcoli. Se prima i pianeti conosciuti all’interno del nostro sistema solare erano nove, adesso ci troviamo dinanzi ad una classificazione tra pianeti e pianeti nani. Secondo i ricercatori australiani, nel nostro sistema solare esistono tantissimi pianeti nani, almeno 50 se consideriamo “nano” un corpo roccioso che abbia un diametro inferiore o uguale ai 200 km. Questa nuova teoria la si è avuta dopo che Plutone è stato declassificato e messo alla stregua dei corpi “insignificanti” del nostro sistema solare.

Ultimamente sono state lanciate nello spazio varie sonde che stanno compiendo una mappatura completa del cielo che ci circonda e non è stata esclusa la presenza di pianeti simili alla Terra, che fino ad oggi è stata nascosta dai troppi detriti interstellari che hanno ostruito i mezzi impiegati nell’osservazione del cielo. Ovviamente, quando si parla di similitudini spaziali con il nostro pianeta, già si pensa alla presenza di vita aliena simile alla nostra. E’ stata già ipotizzata sulla luna di Saturno, Titano, l’esistenza di esseri extraterrestri. Lì, infatti, l’acqua è presente, ma congelata e, per la maggiore, il satellite saturniano è immerso da fiumi di metano liquido ed è proprio la presenza di questo elemento che fa paventare la possibilità dell’esistenza di vita extraterrestre che non sarebbe certamente simile alla specie umana o animale a noi conosciuta, ma si presuppone che esistano microbi alieni che si nutrano di metano. Inoltre, sarebbe troppo scontato pensare alla vita aliena similmente a quella nostra ed è per questo che, anche nell’immaginario collettivo, gli esseri alieni sono sempre stati raffigurati diversamente dalla specie umana.

Anche se avessimo la certezza dell’esistenza di altri “esseri” al di fuori del nostro sistema solare, rimarrebbe comunque il problema della comunicazione. Quali strumenti si potrebbero adottare per comunicare? E soprattutto, come raggiungere mete così distanti dove la distanza che ci separa non è chilometrica, bensì quantificabile in anni luce?

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di ElleVì
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