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COMPARE ANCHE IN ITALIA "L'OBESITA' DA POVERTA'"


COMPARE ANCHE IN ITALIA 'L'OBESITA' DA POVERTA''
01/10/2008, 08:10

Ieri è stato presentato l'"Obesity Day", che si terrà il 10 ottobre, data in cui l'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (ADI) terrà banchetti e riunioni informative nelle sedi associate. E durante la presentazione, il presidente dell'associazione, Giuseppe Fatati, ha fatto presente il rischio della diffusione in Italia di quella che viene chiamata l'obesità dei poveri. Infatti la dieta mediterranea, tanto glorificata, ha un problema di costi, perchè necessita di alimenti come pane, pasta, frutta, verdura in quantità equilibrate. Ma dato l'aumento dei prezzi, che per i suddetti alimenti negli ultimi anni è stato notevole, e la sempre minore disponibilità di liquidità nelle tasche degli italiani, diventa sempre più difficile fare gli acquisti giusti. E così si ripiega verso alimenti ed abitudini alimentari meno costose ma più caloriche: più pane e pasta, per esempio; o magari andare al fast food o comprare un trancio di pizza o una pizza da asporto. SI tratta di abitudini alimentari pessime, ma sono le uniche che sempre più persone possono permettersi.

Questo fatto non è una novità. Negli USA lo si conosce già da molti anni, dato che in quel Paese la gente che deve risparmiare anche sul cibo raggiunge il 30-40% della popolazione e forse anche di più. Infatti, proprio per questo motivo, in alcune città come Los Angeles o San Francisco si è posto un limite alla creazione di fast food: perchè sono troppe le persone che vivono praticamente di quello, perchè non possono spendere più di 5 o 6 dollari al giorno per mangiare. E per quelle cifre, non c'è molto da scegliere. Ed è preoccupante che qui in Italia si stia seguendo la stessa strada.

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di Antonio Rispoli
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