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Ma da Pechino precisano:"Dati non affidabili"

Consumi energetici, la Cina supera gli Usa e diventa prima


Consumi energetici, la Cina supera gli Usa e diventa prima
20/07/2010, 21:07

PECHINO - Stando ai dati diffusi dall'Agenzia internazionale dell'Energia (Iea) e riportati celermente dall'Apcom, nel 2009, il consumo aggregato di energia in Cina è stato equivalente a 2.265 miliardi di tonellate, contro le 2.169 degli Stati uniti.
Un balzo in avanti del popolo dagli occhi a mandorla che, però, non è stato accolto con grande entusiasmo da Pechino. Subito dopo la notizia diffusa anche sul Financial Times, infatti, un responsabile del ministero cinese dell'Energia ha dichiarato all'agenzia Nuova Cina che "i dati dell'Aie sui consumi di energia in Cina non sono affidabili".
Eppure, il responsabile dell'Iea Fatih Birol, è apparso piuttosto convinto dell'assolua bontà delle cifre diffuse dalla sua agenzia ed ha affermato che,  questo balzo in avanti che "rappresenta l'alba di una nuova era per il panorama globale dell'energia", è arrivato molto prima di quanto gli esperti avessero previsto. Certo in quanto a consumo procapite e a qualità-efficienza del sistema la Cina è ancora lontana dagli standard americani ed europei ma, di sicuro, il boom registrato "comporterà un enorme effetto moltiplicatore" sull'intero sistema economico globale.
Il gigante asiatico dunque continua a crescere ogni giorno di più e, come annunciato già durante il vertice di Copenhagen sul clima, intende "armarsi" al meglio per incrementare la propria efficienza nella produzione e soprattutto nella gestione dell'energia e, al contempo, per far diminuire le immissioni di gas serra nell'atmosfera.
Sfugge, in ogni caso, l'enorme entusiasmo dimostrato da Birol ed altri analisti riguardo l'aumento del consumo energetico cinese. In un mondo dove le risorse sono sempre di meno e c'è sempre meno spazio per la crescita demografica, bisognerebbe infatti puntare probabilmente su di una diminuzione del consumo e non su un incremento infinito di quest'ultimo. Ma, evidentemente, esistono ancora tanti (troppi?) ancora illusi che il modello di supersviluppo frenetico del capitalismo sia eterno ed assolutamente immodificabile-auspicabile.

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di Redazione
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