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Convegno: "La termovalorizzazione dei rifiuti aiuta l’ambiente?"


Convegno: 'La termovalorizzazione dei rifiuti aiuta l’ambiente?'
14/04/2011, 10:04

Un cassonetto bruciato inquina più di un termovalorizzatore? È uno dei quesiti che si sono posti i relatori del Convegno “La termovalorizzazione dei rifiuti aiuta l’ambiente?”, organizzato dall’Università degli Studi Parthenope. A due giorni dalla firma del provvedimento straordinario con cui il sindaco Iervolino ha deciso la realizzazione di due siti di trasferenza in via Santa Maria del Pianto e via Gianturco, il dibattito sull’emergenza rifiuti promosso dall’ateneo si è incentrato su un binomio raccolta differenziata- termovalorizzatore. Ad introdurre i lavori il rettore della Parthenope Claudio Quintano ed il preside della facoltà di Giurisprudenza Federico Alvino, che ha sottolineato: “Per vent’anni non siamo riusciti a creare termovalorizzatori, sostituendoli con le discariche. Questo in assenza di una logica seria di gestione del ciclo integrato dei rifiuti. La soluzione per uscire dall’emergenza? Raccolta differenziata porta a porta, tenendo conto delle diverse esigenze di ogni municipalità”. A favore della differenziata si è detto anche Daniele Fortini, presidente Federambiente: “La raccolta porta a porta va senz’altro fatta ma occorre dire ai cittadini che la tassa che pagano sui rifiuti deve crescere del 20%, secondo quanto previsto dalla legge. Impensabile – ha aggiunto – che ogni settimana la Provincia spenda un milione e mezzo di euro per portare i nostri rifiuti fuori dalla Campania. Piuttosto che realizzare un impianto di compostaggio in casa, che creerebbe anche nuovi posti di lavoro”. Sul ridotto impatto ambientale del termovalorizzatore di Acerra si è soffermato Antonio Buonomo, direttore della Partenope Ambiente, società che gestisce l’impianto: “I risultati sono decisamente positivi. Nel 2010 sono state trattate 516mila tonnellate di rifiuti e recuperati 450 Gwh, pari al fabbisogno di 150mila famiglie”.

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di Redazione
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