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Svolta dagli Usa: i gas serra pericolosi per la salute umana

Copenaghen: parte il summit sul clima


Copenaghen: parte il summit sul clima
07/12/2009, 21:12

COPENAGHEN - Aperto il mega summit in Danimarca e subito la prima svolta proveniente dagli Stati Uniti D'America. Secondo L'agenzia Usa per la Protezione ambientale (Epa), infatti, i gas serra risultano nocivi per la salute umana. Si tratta di una posizione ufficiale mai assunta prima d'ora che apre una fondamentale possibilità d'azione concreta per diminuire l'immissione degli stessi. Un provvedimento di limitazione dell'anidride carbonica prodotta che, da oggi, non sarà motivato esclusivamente dalla volontà di evitare il surriscaldamento terrestre ma anche da quello, magari più immediato e persuasivo, di salvaguardare la salute pubblica. All'incontro, che sostituirà il protocollo di Kyoto e durerà fino al 18 dicembre, partecipano ben 15.000 delegati provenienti da 192 nazioni diverse e, nelle settimane successive, è stata assicurata anche la presenza di numerosi capi di Stato e Ministri. Obiettivo principale risiede proprio nell'abbassamento delle emissioni di gas serra con conseguente abbassamento della temperatura terrestre di due gradi.
Il vertice si è però aperto all'ombra dello scandalo del "Climategate" che ha coinvolto gli scienziati del Cru; con centinaia di mail  "rubate" da alcuni hacker. All'interno delle mail intercettate e poi rese di pubblico demanio, ci sarebbero le prove di una clamorosa opera di falsificazione dei dati riguardanti i dati sul riscaldamento globale al fine di ingigantire il problema.
Maneggi scientifici e teorie complottistiche a parte, il convegno mondiale pare (e sottolineiamo pare) comunque aprirsi nel migliore dei modi, palesando la concreta possibilità di fissare, per la prima volta, un tetto massimo alle emissioni di Co2 nell'atmosfera.
Eppure alle incoraggianti dichiarazioni degli organizzatori che parlano di "limiti fissi da determinare", si oppongono quelle dei leader dei vari paesi partecipanti che sembrano suggerire l'impossibilità di tali provvedimenti. Qualche segnale positivo arriva però proprio da nazioni che, fino ad oggi, si erano dimostrate poco interessate ad osservare le linee guida di Kyoto. Stiamo parlando della Cina che ha promesso di tagliare le emissioni di carbonio per unità di crescita economica, misurate nel 2005, del 40-45% entro il 2020. Propositive anche L'India (meno 24% nello stesso periodo) e Usa (17% entro il 2020). In proporzione, è però l'Unione Europea a risultare la più decisa a tagliare la percentuale di emissioni con l'impegno di tagliare le emissioni del 20% al di sotto addirittura dei livelli registrat nel 1990. Riguardo il nostro paese ad esprimersi è Franco Frattini che parla di un'Italia che "vuole un accordo politico vincolante" spiegando subito dopo che "Non possiamo accettare accordi che siano vincolanti per qualcuno e un optional per altri".

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di Germano Milite
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