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Corso MAP a Napoli


Corso MAP a Napoli
28/03/2011, 09:03

Napoli, 28 marzo 2011 - Il dolore cronico, di natura oncologica e non, è una sofferenza che perdura nel tempo, compromettendo il benessere psico-fisico della persona. Nella Regione Campania ne sono colpiti circa 940mila pazienti. La Legge 38 del 2010 ha finalmente sancito per tutti gli Italiani il diritto a non soffrire: ora è necessario promuovere un cambiamento culturale anche all’interno della classe medica, in modo da garantire piena attuazione alla nuova normativa. Per formare gli specialisti della Campania su un adeguato trattamento del problema, Napoli ospiterà martedì 29 marzo, presso L’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale ‘Antonio Cardarelli’ di Napoli, in Via A. Cardarelli 9, il corso formativo MAP “MAnaging Pain, Orientarsi nella Terapia del Dolore”, organizzato nell’ambito di CHANGE PAIN, importante programma internazionale di educazione e sensibilizzazione co-promosso da EFIC (Federazione europea della associazioni scientifiche che si occupano di cura del dolore) e da Grünenthal. La tappa di Napoli si inserisce in un più ampio programma di incontri formativi multidisciplinari, distribuiti in tutta la Penisola. Caratterizzati dall’alternarsi di lezioni frontali e workshop interattivi, in un’ottica di integrazione delle competenze, i corsi MAP si rivolgono a professionisti di diverse discipline: medici oncologi, anestesisti, reumatologi, geriatri, neurologi, ortopedici. Tra i relatori dell’incontro campano saranno presenti: Vincenzo Montrone, Dirigente Medico responsabile di Struttura Complessa Fisiopatologia e Terapia del Dolore e Cure Palliative Unità Operativa Complessa (UOC) - AORN A. Cardarelli di Napoli; Gennaro Savoia, Direttore UOSC IV SAR, Dipartimento Anestesia e Rianimazione - AORN A. Cardarelli di Napoli; Giacomo Cartenì, Dirigente Medico responsabile di Struttura Complessa Oncologia Medica Unità Operativa Complessa (UOC) - AORN A. Cardarelli di Napoli; Generoso Uomo, Direttore Unità Operativa Complessa Medicina Interna 3 - AORN "A. Cardarelli" di Napoli. Ad un anno dall’approvazione della Legge 38 la Campania non sembra allineata alle nuove disposizioni, come dichiara Vincenzo Montrone “Ad oggi in Campania vi è ancora scarsa divulgazione delle novità apportate dalla Legge 38, le iniziative di sensibilizzazione sono soprattutto ad opera di singole sporadiche aziende su una platea ristrettissima di utenti (in particolare addetti del settore). Purtroppo si deve registrare ancora una volta un grave ritardo sia nella creazione di un sistema informativo che permetta un puntuale monitoraggio dello sviluppo della rete, sia sulle prestazioni erogate e in particolare sui livelli di qualità delle prestazioni stesse. Ad oggi non sembra esservi chiarezza sul significato di ‘Rete assistenziale’ che rimane un termine astratto e spesso di non unitario linguaggio”. Il corso MAP di Napoli si colloca a sostegno della diffusione di una nuova ‘cultura del diritto a non soffrire’, affrontando con gli specialisti i due aspetti necessari per assicurare un’ottimale terapia del dolore: il percorso diagnostico-terapeutico e la comunicazione medico-paziente . L’alleanza tra medico e paziente è vitale perché il dolore è esso stesso malattia e, come tale, porta con sé un pesante carico di timori e preoccupazioni. Come sottolinea Gennaro Savoia “l’utilizzo di un diario settimanale di valutazione del dolore e dei farmaci assunti, è il primo passo per costruire un’alleanza terapeutica tra medico e paziente con dolore, favorendo l’adesione alla terapia. Il servizio da me diretto si occupa dei grandi ustionati, di neurochirurgia e di ostetricia e ginecologia, in tali ambiti lo sviluppo di protocolli di controllo del dolore è sempre prioritario”. Sul percorso diagnostico-terapeutico aggiunge Vincenzo Montrone “Purtroppo per quanto concerne la prescrizione dei farmaci oppiacei, la regione Campania ha un record negativo ponendosi al penultimo posto tra le regioni italiane, segno questo delle enormi barriere culturali ancora presenti e del necessario sforzo degli organi direzionali in tal senso”. Sugli obbiettivi del Corso MAP di Napoli, si sofferma Generoso Uomo, “l'obiettivo principale è quello di sensibilizzare i medici alla costruzione di un percorso, una sorta di ‘patto’ terapeutico, condiviso con il paziente al fine di garantire una gestione appropriata del sintomo dolore. Nel nostro Paese vi è un largo sottoutilizzo, per vari motivi, di alcune classi di farmaci con sicura efficacia sul dolore. Ciò configura una non appropriatezza terapeutica che si basa anche su di una non sempre corretta valutazione del sintomo”. Sull’importanza dell’interattività del Corso MAP aggiunge: “l’ interattività è la metodologia più efficace nell'affrontare la complessità della relazione medico-paziente; la costituzione di piccoli gruppi di lavoro in cui vi sia interscambio di conoscenze teoriche ed esperienze pratiche permette la elaborazione di linee di comportamento più semplici e concrete. In definitiva, quindi, maggiore conoscenza del problema, efficace interrelazione con il paziente, migliore appropriatezza prescrittiva”. Questo Corso mette in evidenza l’importanza dell'integrazione fra i diversi specialisti per una migliore gestione del dolore. “Il dolore neoplastico accompagna il percorso della maggior parte dei pazienti in fase avanzata di malattia. La sintomatologia dolorosa deve essere riconosciuta, soppesata e trattata sin dalle sue prime manifestazioni” come asserisce Giacomo Cartenì,“e tale approccio è fatto inizialmente dall'oncologo che ha in carico il paziente e successivamente diventa competenza del terapista del dolore. Sarebbe opportuno che il paziente non fosse scagliato come una pallina da flipper tra i vari specialisti ma accudito da un team congiunto. Il corso MAP ha la pretesa di voler rinsaldare sempre più tale unione presentando insieme specialisti di varie branche sia come docenti che come discenti. Presso la nostra unità operativa di oncologia medica, anche in risposta ai dettami legislativi in merito al riconoscimento e al trattamento del dolore, è nata una progettualità legata alla formazione di un altro importantissimo attore di tale Team che è l'infermiere. Tale figura, essendo a contatto tante ore al giorno con i pazienti ricoverati, può ancor meglio del medico riconoscere e soppesare il sintomo dolore e aiutare il medico nel suo trattamento”.

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di Redazione
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