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Stilato il rapporto "Toxic Costa"

Costa Concordia, Greenpeace lancia l'allarme ambientale


Costa Concordia, Greenpeace lancia l'allarme ambientale
15/02/2012, 09:02

Greenpeace denuncia che la lista delle sostanze pericolose ancora presenti sulla Costa Concordia, resa nota dalla compagnia e dalla protezione civile lo scorso 27 gennaio, non è completa o, quantomeno, abbastanza dettagliata. Per tale ragione l'associazione ha stilato un rapporto dal titolo "Toxic Costa", in cui fornisce un inventario ragionato dei materiali e delle sostanze che potrebbero trovarsi ancora a bordo della nave, cercando di fornire delle informazioni più dettagliate sui veleni contro i quali l'uomo e l'ambiente potrebbero ritrovarsi a combattere.

Le informazioni fornite, spiega Vittoria Polidori, la responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace, non permettono di effettuare stime apprezzabili dei rischi che corre l'ambiente. Per l'associazione ambientalista, infatti, alcune voci contenute nell'elenco fornito dall'armatore al Commissario delegato per l'emergenza naufragio Costa Concordia sarebbero troppo generiche. Ad esempio, nell'inventario si legge che sono ancora presenti a bordo della nave 50 litri di insetticida liquido e 1,8 chili di insetticida gel, ma non è stato precisato di quale insetticida si tratti e, di conseguenza, gli ambientalisti ritengono che questi dati diventano irrilevanti ai fini della tutela dell'ecosistema. Risulta difficile anche valutare il grado di pericolosità di quelle sostanze che sono state genericamente definite "pitture" e "smalti", delle quali non si conosce l'esatta composizione chimica.

Dunque non è ancora chiaro quali detergenti si trovassero a bordo della nave al momento dell'"inchino" all'isola del Giglio. L'associazione ambientalista, inoltre, ha spiegato che anche l'ipoclorito di sodio, meglio conosciuto come "candeggina" e trasportato in grandi quantità dalla Costa Concordia, può mettere a repentaglio la salute dell'uomo. "Questa sostanza, reagendo con gli acidi organici presenti in mare, può generare sostanze pericolose come i trialometani: composti tossici per fegato e reni. Alcuni trialometani sono cancerogeni per l'uomo" si legge in uno stralcio del rapporto Toxic Costa.

Secondo gli ambientalisti non bisogna sottovalutare neanche alcuni "articoli di arredamento" della Costa Concordia come elettrodomestici, tappeti e tendaggi, che contengono degli additivi chimici alquanto pericolosi. Nel rapporto stilato da Greenpeace, infatti, si legge che nel caso in cui la nave si dovesse spezzare o dovesse rimanere adagiata sul fondo, nel corso degli anni l'ambiente circostante potrebbe essere contaminato da sostanze come ftalati, alchilfenoli (tensioattivi non ionici), composti a base di bromo e paraffine clorurate.

Infine, l'associazione ambientalista punta il dito contro il carburante, l'IFO380, di cui sono da poco state avviate le operazioni di estrazione. L'IFO380 è un combustibile addirittura vietato per la navigazione in Antartico a causa della sua alta densità, che lo rende estremamente pericoloso. Irritante per gli occhi e per la pelle, questo combustibile presenta tra i suoi componenti anche una sostanza cancerogena.

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di Vanessa Ioannou
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