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Arriva l'anticiclone subtropicale sahariano

Dal weekend nuova ondata di caldo, la porterà Minosse

Dopo Caronte ecco il Dio crudele che incendia luglio

Dal weekend nuova ondata di caldo, la porterà Minosse
04/07/2012, 11:07

Oramai i meteorologi hanno deciso di ispirarsi alla mitologia greca per dare un nome alle ondate di calore che si riversano sull'Italia. "Caronte" ha esaurito la sua 'missione' e nel corso del week end lascera' spazio a Minosse, il terzo anticiclone subtropicale sahariano dell'estate.
Lo annuncia Antonio Sano', direttore del portale iLMeteo.it, sottolineando che la nuova onda calda puntera' direttamente su Sardegna, Sicilia e poi su tutto il sud, per durare fino a meta' luglio. Minosse raggiungera' la massima potenza tra lunedi' 9 e venerdi' 13 luglio e portera' nuove temperature record: i 43 gradi saranno la norma nel Campidano in Sardegna, nella piana di Agrigento in Sicilia e nel Foggiano in Puglia.
Ma anche Roma con punte di 38-39 gradi non sara' da meno. Intanto il nord Italia sta per essere raggiunto da nuove infiltrazioni umide e fresche atlantiche che riescono a valicare le Alpi e che innescheranno gia' oggi pomeriggio dei temporali anche forti dal Piemonte verso la Lombardia, l'Emilia, il Trentino Alto Adige e il veronese, contribuendo ad abbassare sia le temperature che l'umidita' e riducendo la sensazione di afa.
Giovedi' pomeriggio e nella notte tra giovedi' e venerdi' si potranno verificare anche dei nubifragi con grandine, a partire dal Piemonte e Lombardia e diretti poi verso il Triveneto entro la mattinata di venerdi'. Sino al week end al centrosud rimarra' saldo "Caronte", l'anticiclone che sahariano che ci ha traghettato nel cuore dell'estate.
A segnare l'inizio di luglio è, dunque, il re di Creta, figlio di Zeus e marito di Pasifae. Secondo la leggenda, in seguito alla morte del re Asterione, padre adottivo di Minosse, egli costrui' un altare a Poseidone in riva al mare, per dimostrare il suo diritto alla successione al trono. Minosse prego' Poseidone di inviargli un toro per il sacrificio ed il dio lo esaudi'. Ma Minosse non sacrifico' l'animale, poiche' era molto bello.
Poseidone, adirato, fece innamorare del toro Pasifae, la moglie di Minosse. Da questa unione nacque il Minotauro, mezzo uomo e mezzo toro. Minosse incarico' dunque Dedalo di costruire un labirinto in cui nascondere il mostro. Minosse ebbe 8 figli da Pasifae: Catreo, Deucalione, Glauco, Androgeo, Acalla, Senodice, Arianna, Fedra. Ebbe inoltre Eussantio da Dessitea, mentre dalla ninfa Paria ebbe Filolao, Crise, Eurimedonte e Nefalione. Il regno di Minosse fu caratterizzato da violenti scontri con i popoli vicini, che riusci' ad assoggettare.
Combatte' anche contro Niso, re di Megara, che aveva un capello d'oro cui era legata la sorte della sua vita e della sua potenza. La figlia di Niso, Scilla, si innamoro' al primo istante di Minosse e non indugio' ad introdursi nottetempo nella camera del padre per tagliargli il capello d'oro. Ando' in seguito da Minosse offrendogli le chiavi di Megara e chiedendogli di sposarla. Minosse conquisto' Megara ma rifiuto' di portare con se' a Creta la parricida che, presa dallo sconforto, si getto' in mare ed annego'. Minosse attacco' anche Atene, in seguito all'assassinio del figlio Androgeo causato dal re Egeo. Sconfitti gli ateniesi, Minosse chiese ad essi in tributo la consegna ogni anno di sette fanciulli e sette fanciulle, che venivano date in pasto al Minotauro.
Tale sacrificio cesso' solo grazie all'intervento di Teseo, che con l'aiuto di Arianna, riusci' ad uccidere il Minotauro. Secondo il mito Minosse fu ucciso in una vasca da bagno in Sicilia mentre era ospite nella rocca del re sicano Cocalo. Il racconto e' stato ripreso da Diodoro Siculo nella Biblioteca storica che narra come la sua leggendaria tomba si trovasse al di sotto di un tempio di Afrodite e come Terone di Akragas avesse occupato quest'area sacra con il proposito ufficiale di vendicare l'uccisione del re cretese.
Nella Divina Commedia di Dante, Minosse era il giudice infernale che giudicava i dannati che gli si paravano davanti. Il re li avvolgeva con la sua coda tante volte quanti erano i "gironi" attraverso i quali i dannati dovevano scendere per ricevere la loro punizione.
 

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di Veronica Riefolo
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