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Gli antibiotici non riescono a sconfiggerli

Dall'Asia batteri indistruttibili


Dall'Asia batteri indistruttibili
12/08/2010, 12:08

Gli antibiotici potrebbero non bastare più. I batteri, per quanto piccoli siano, sono responsabili di molte malattie infettive, ma anche indispensabili alla vita degli esseri superiori.
Grazie alle penicillina di Fleming, dal 1928, si combattono quelli più nocivi. Ma i microscopici agenti patogeni possono mutare per selezione naturale e con gli anni si sono sviluppati ceppi di batteri sempre più resistenti non soltanto alla penicillina ma a tutti i farmaci analoghi da allora creati.
La preoccupazione che attanaglia medici e scienziati è legata alla possibilità di una mutazione in grado di rendere i batteri resistenti a tutti i tipi di antibiotici conosciuti.
La rivista scientifica "Lancet Infectious Diseases" riferisce che un gene importato nel paese da alcuni pazienti che hanno subìto interventi chirurgici all'estero, in particolare India e Pakistan, potrebbe mettere a rischio l'intero sistema degli antibiotici, dato che nessuno di quelli esistenti o attualmente in fase di sviluppo sembrano completamente efficaci nell'eliminarlo.
L'enzima in questione è un gene battezzato New Delhi-metallo-1 (Ndm-1): innestandosi nel Dna di batteri altrimenti innocui o scarsamente patogeni, come l'Escherichia coli, un batterio molto comune nell'apparato digerente, li ha resi resistenti a tutti gli antibiotici conosciuti, eccetto (per ora) due.
Il timore è che possa associarsi ad altri batteri molto più pericolosi, come quelli che provocano malattie quali antrace, tubercolosi, tifo, salmonellosi, scarlattina e così via, rendendoli praticamente invulnerabili.
Secondo la rivista scientifica  la possibilità che si prospetti un problema di salute pubblica in tutto il mondo è concreta: serve un sistema coordinato di controllo internazionale. La diffusione potrebbe essere fermata con semplici accorgimenti igienici per gli ospedali, come la disinfezione degli strumenti e l'uso di saponi antibatterici per medici e infermiere, ma è importante che l'espansione di questi super batteri sia monitorata attentamente.
Un altro pericolo sembrerebbe essere alle porte: molti paesi hanno sviluppato in segreto armi batteriologiche basate su agenti patogeni micidiali, poi in seguito ad accordi internazionali le hanno bandite e hanno assicurato di aver distrutto le relative riserve. Ma di questo non se ne ha prova: i controlli sono impossibili perché basta il quantitativo di batteri racchiuso in una provetta per dare origine a nuove colture che si moltiplicano con velocità prodigiosa. Una grave tentazione, specie per quei paesi che si fanno pochi scrupoli. Realizzare una coltura di batteri invulnerabili grazie al gene Ndm-1 richiederebbe mezzi e competenze molto meno sofisticate di quelle necessarie per fabbricare una bomba atomica. Per di più per portare "l'ordigno" a destinazione, non è necessario un missile intercontinentale: basta una bottiglia ben tappata.

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di Elisabetta Froncillo
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