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Affaritaliani presenta un innovativo progetto di Carlo Rubia

Dall'Italia arriva Enea: il termodinamico che funziona anche di notte

L'ennesima dimostrazione che l'alternativa all'atomo c'è


Dall'Italia arriva Enea: il termodinamico che funziona anche di notte
15/06/2011, 20:06

Il nucleare non serve ed il termodinamico non rappresenta la tecnologia insufficiente e poco affidabile dipinta dai soliti esperti del nulla che infestano l'Italia e l'Occidente. A dare l'ennesima conferma di quanto l'utilizzo delle rinnovabili su vasta scala sia possibile ma reso difficile dalle consuete lobby di affaristi criminali e senza scrupoli, è il sito Affaritaliani.it; media partner del Green Global Banking 2011. In occasione della manifestazione che premia le banche che si distinguono per l'approccio "green", il quotidiano d'informazione online ha intervistato l'ingegnere Marco Casagni; Direttore Unità Trasferimento Tecnologico di Enea e sviluppatore, insieme al premio nobel della fisica Carlo Rubia, di un rivoluzionario sistema di sfruttamento dell'energia solare in grado di funzionare anche di notte. Il progetto si chiama appunto Enea e risale al 2001. L'obiettivo dichiarato e a quanto pare oramai perseguibile è quello di utilizzare fruttuosamente ed efficacemente un innovativo impianto solare a concentrazione.

In pratica, come riporta testualmente Affaritaliani:"L’impianto sfrutta la componente diretta della radiazione solare per la produzione di energia elettrica e prevede un ciclo termodinamico con turbina a vapore per la trasformazione dell’energia termica in energia elettrica, attraverso la produzione di vapore, come avviene nelle centrali tradizionali". E allora? Visto che con questa nuova tecnologia il sole regala energia gratuita anche quando "non c'è", cosa si aspetta a lanciare la produzione su larga scala? Tornando alle argomentazioni messe in campo dagli "esperti" di cui sopra, le rinnovabili sono ancora "discontinue" e richiedono troppo tempo e costi eccessivi per la realizzazione. Per smentire la prima obiezione c'è appunto Enea. In merito alle altre considerazioni bislacche e claudicanti, arriva in aiuto addirittura il Mit: secondo l'autorevole università di ricerca americana, difatti, impianti come quello progettato da Rubia si costruiscono in soli 18 mesi; sostenendo un costo per kwh inferiore a qualsiasi altro impianto a combustibile fossile o nucleare che può essere recuperato al 100% entro un paio di anni.

Il problema, il vero ed unico ostacolo all'utilizzo massiccio e su larga scala delle rinnovabili, è rappresentato dal giro d'affari ancora enorme che caratterizza la gestione e la fornitura di forme d'energia "tradizionali". C'è poi un'altro "pericolo" che manda nel panico i lobbisti e gli avidi di tutto il mondo: se si rende autonomo un comune cittadino con l'installazione di cellule fotovoltaiche di ultima generazione, poi come ci si garantisce determinati introiti? Anche in questo caso, però, basterebbero meno stupidità e meno miopia per capire che il passaggio all'ecosostenibile non è solo "buono e bello" o frutto di una moda, ma necessario per non distruggere il pianeta e provocare sommosse sociali.

Nella video intervista allegata, Casagni spiega nel dettaglio il funzionamento dell'impianto. E' pacifico, comunque, che occoreranno ancora diverse operazioni di ricerca per riuscire a fare delle cosiddette rinnovabili il fulcro energetico di massa. Di sicuro, però, se nel 2011 esistono ancora autovetture a benzina, non è per carenza di tecnologie alternative ma per precisa volontà di continuare a sfruttare i combustibili fossili e la sempre più schiacciante speculazione sui prezzi del carburante. Stesso discorso vale naturalmente anche per tutte le altre "energie nuove" ed ecosostenibili.

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di Germano Milite
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